﻿{"id":133,"date":"2022-08-26T16:25:07","date_gmt":"2022-08-26T14:25:07","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/?page_id=133"},"modified":"2025-06-06T03:37:06","modified_gmt":"2025-06-06T01:37:06","slug":"peacekeeping-peacebuilding","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/litalia-e-le-ooii\/peacekeeping-peacebuilding\/","title":{"rendered":"Peacekeeping e Peacebuilding"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9158 img-fluid\" src=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/un-peacekeeping-ita-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/un-peacekeeping-ita-300x225.jpg 300w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/un-peacekeeping-ita-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/un-peacekeeping-ita-768x576.jpg 768w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/un-peacekeeping-ita.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Photo Credit: Ministero della Difesa<\/em><\/p>\n<p><strong>Peacekeeping<\/strong><\/p>\n<p>La Carta delle Nazioni Unite, firmata il 26 giugno 1945, stabilisce come primario compito dell\u2019Organizzazione il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. Questo l\u2019obiettivo delle missioni di pace ONU: oltre 70 operazioni dal 1948 ad oggi, nelle quali oltre due milioni di militari, forze di polizia e civili, di oltre 120 paesi, hanno servito la pace e gli ideali dell\u2019ONU. Oltre 4.400 di loro hanno perso la vita, tra i quali 49 nostri connazionali: un numero che purtroppo continua ad aumentare. Oggi, le attivit\u00e0 del Peacekeeping onusiano constano di <strong>11 missioni in corso, circa 60.000 donne e uomini in servizio militare e civile, per un budget corrente di oltre 5 miliardi di dollari USA.<\/strong> Negli ultimi decenni, la spesa per le operazioni di pace e il numero dei caschi blu sono aumentati e solo recentemente si \u00e8 registrata una flessione del trend. Di fronte al moltiplicarsi di focolai di crisi, crescenti sono le aspettative che vengono riposte sui caschi blu, i cui compiti e mandati assumono diversi gradi di complessit\u00e0, come per esempio il compito della protezione dei civili. Dalla seconda met\u00e0 degli anni novanta, dopo le tragedie di Srebrenica e del Ruanda, il Consiglio di Sicurezza ha cominciato a dotare le missioni di mandati pi\u00f9 robusti.<\/p>\n<p>Con orgoglio l\u2019Italia e le sue Forze Armate continuano a fare la propria parte.\u00a0La prima missione della Difesa italiana risale al 1949, quando il nostro Paese, non ancora inserito nel novero degli Stati membri delle Nazioni Unite, ha partecipato alla missione UNMOGIP con l\u2019invio di osservatori militari non armati. Mentre <strong>la prima partecipazione di un contingente italiano ad una missione ONU risale al 1960, quando l\u2019Italia ader\u00ec all\u2019Operazione delle Nazioni Unite in Congo (ONUC).<\/strong><\/p>\n<p>Le Forze Armate italiane ebbero un ruolo pi\u00f9 attivo schierando forze di manovra in ITALCON, dal 1982 al 1984 (al comando del Generale Franco Angioni) nell\u2019ambito della Prima Guerra libanese. La missione era in principio nata come iniziativa ONU, ma il veto di uno Stato membro annull\u00f2 l\u2019egida internazionale mentre il contingente era in navigazione verso il Libano, per cui ITALCON si trasform\u00f2, in corso d\u2019opera, in uno sforzo eminentemente nazionale, al fianco di USA e Francia. L\u2019intervento italiano in Libano, improntato al rispetto della cultura locale, all\u2019imparzialit\u00e0, alla credibilit\u00e0 ed alla vicinanza alla popolazione civile, fu un modello di successo cui si riferirono anche le successive missioni di pace, italiane e non.<\/p>\n<p>Oggi, <strong>l\u2019Italia \u00e8 il primo contributore di truppe, tra i Paesi occidentali, alle operazioni di pace ONU,<\/strong> nonch\u00e9 il settimo contributore al bilancio regolare e del peacekeeping. La missione UNIFIL, che opera nel sud del Libano per mantenere una fragile pace in una regione tormentata da conflitti, \u00e8 stata efficacemente ed a lungo comandata da Ufficiali Generali italiani: dal 24 giugno 2025, il Generale Diodato Abagnara; dal 2018 al 2022, il Generale Stefano Del Col; il Generale Luciano Portolano, attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal luglio 2014 al luglio 2016; il Generale Paolo Serra, dal gennaio 2012 al luglio 2014; il compianto Generale Claudio Graziano, gi\u00e0 Presidente del Comitato Militare dell\u2019Unione Europea (European Union Military Committee), dal febbraio 2007 al gennaio 2010. In UNIFIL operano oltre 1100 unit\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 inoltre presente, seppur con consistenze numeriche minori, anche nella United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP) e nella United Nations Military Observer Group in India and Pakistan (UNMOGIP). Infine, nella regione Africana del Sahara Occidentale, con la United Nations Mission for the Referendum in Western Sahara (MINURSO).<\/p>\n<p>In Italia si trova poi il <strong>Centro Servizi Globale (CSG) delle UN, costituito a Brindisi nel 1994,<\/strong> che grazie al suo personale altamente qualificato garantisce il sostegno logistico integrato ed amministrativo per le missioni di peacekeeping delle UN, rappresentando uno \u201cspot naturale\u201d di proiezione verso l\u2019Africa ed il Vicino\/Medio Oriente. Nello stesso sedime del CSG insistono anche alcune componenti inquadrate all\u2019interno del DPO, tra le quali la Standing Police Capacity, con uno staff altamente specializzato nei compiti di polizia, che assiste la UN Police Division nell\u2019assolvimento di compiti strategici fornendo expertise di polizia rapidamente dispiegabile, in supporto alle operazioni di peacekeeping, nelle situazioni post conflict e in altri contesti di crisi.<br \/>\nNella medesima area opera anche lo <strong>Humanitarian Response Depot (UNHRD)<\/strong> del World Food Programme (WFP) il cui lavoro di pronto intervento umanitario rappresenta un ulteriore qualificato contributo dell\u2019Italia al successo delle missioni di pace.<\/p>\n<p>Italiano \u00e8 anche il <strong>Center of Excellence for Stability Police Units (COESPU)<\/strong> di Vicenza: un centro di addestramento basato sul modello sperimentato dall\u2019Arma dei Carabinieri nel corso di numerose missioni di pace all\u2019estero, che forma funzionari di polizia di tutto il mondo destinati a prestare servizio nelle operazioni di pace. Oggi, a quasi 20 anni dalla sua fondazione, il Centro rappresenta un polo dottrinale e addestrativo internazionale in continua espansione, operante sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite, che ha saputo estendere la sua offerta formativa anche a settori quali la tutela di genere e la protezione del patrimonio culturale, addestrando un totale di oltre 15.000 unit\u00e0 provenienti da 135 differenti Paesi e 17 Organizzazioni Internazionali.<\/p>\n<p>Nel settore della tutela del patrimonio culturale, l\u2019Italia &#8211; da tempo alla guida di iniziative internazionali volte a tutelare il patrimonio culturale in contesti di crisi &#8211; \u00e8 stato il primo Paese al mondo a istituire e mettere a disposizione dell\u2019UNESCO la Task Force italiana \u201cUnite4Heritage\u201d, oggi ridenominata\u00a0<strong>Task Force dei \u201cCaschi Blu della Cultura\u201d,<\/strong> istituita con Decreto del Ministro della Cultura firmato il 31 marzo 2022, quale unit\u00e0 operativa promossa dal Governo italiano per intervenire, in una cornice di sicurezza, in aree colpite da emergenze come calamit\u00e0 o crisi prodotte dall\u2019uomo con l\u2019obiettivo di salvaguardare i siti archeologici, i luoghi della cultura ed i beni culturali, contrastare il traffico internazionale di beni culturali illecitamente sottratti ed a supportare l\u2019Autorit\u00e0 dei Paesi esteri richiedenti nella predisposizione di misure atte a limitare i rischi che situazioni di crisi potrebbero arrecare al patrimonio culturale di quella Nazione.<\/p>\n<p>Anche il primo significativo esperimento di tecnologia avanzata in una missione di pace ha impronta italiana: appartengono infatti al gruppo Leonardo, gli Unmanned Unarmed Aerial Systems assegnati alla missione MONUSCO (Repubblica Democratica del Congo) che molto contribuiscono ai difficili compiti dei caschi blu nel Paese e, in particolare, al mandato di protezione dei civili.<\/p>\n<p>In merito, nel 2024, la Scuola di Aerocooperazione di Guidonia (Istituto interforze della Difesa) ha siglato un Technical Arrangement (TA) con il Dipartimento del Supporto Operativo delle Nazioni Unite\u00a0 (DOS), relativo a corsi di formazione nel settore del Telerilevamento a favore di personale UN, la cui prima edizione \u00e8 stata realizzata sul finire dello stesso anno. L\u2019intesa consentir\u00e0 di incrementare la collaborazione gi\u00e0 avviata nell\u2019ambito di workshops per lo sviluppo dottrinale nel settore UAV.<\/p>\n<p>Di particolare rilievo \u00e8 la collaborazione dettata da un\u2019intesa tecnica firmata nel 2019 tra lo United Nations System Staff College (UNSSC) e la Scuola Ufficiali dell\u2019Esercito \u2013 CSPCO (Centro Studi Post Conflict Operation) di Torino.<\/p>\n<p>L\u2019impegno dell\u2019Italia a favore della pace si riflette anche nel sostegno assicurato alle priorit\u00e0 di riforma identificate dal Segretario Generale per rendere le Nazioni Unite pi\u00f9 efficaci, flessibili e trasparenti: in grado di rispondere alle sfide contemporanee alla pace e allo sviluppo mettendo a sistema tutti gli strumenti a disposizione e rafforzando quelli di diplomazia preventiva e soluzione politica dei conflitti. In questa cornice, le missioni di peacekeeping sono chiamate a svolgere un ruolo cruciale anche nella costruzione della pace. Nel corso del suo mandato in Consiglio di Sicurezza (2017), l\u2019Italia ha contribuito a allineare i mandati di peacekeeping a questi obiettivi promuovendo principi di chiarezza, efficienza, responsabilit\u00e0, rafforzamento del ruolo delle forze di polizia per il consolidamento delle capacit\u00e0 dei Paesi ospitanti, riduzione dell\u2019impatto ambientale delle missioni, introduzione di nuove funzioni necessarie a rispondere alle minacce ibride alla pace, formazione dei caschi blu in materia di diritti umani e parit\u00e0 di genere a sostegno della politica di tolleranza zero del Segretario Generale contro la violenza e gli abusi sessuali, intensificata cooperazione tra ONU e organizzazioni regionali e sub-regionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9153 img-fluid\" src=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/befana-delle-biodiversita-con-i-carabinieri-forestali-alla-casa-s-margherita-1-300x168.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/befana-delle-biodiversita-con-i-carabinieri-forestali-alla-casa-s-margherita-1-300x168.webp 300w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/befana-delle-biodiversita-con-i-carabinieri-forestali-alla-casa-s-margherita-1.webp 580w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><em>Photo Credit: La Nazione<\/em><\/p>\n<p>Quale seguito dell\u2019azione condotta in Consiglio di Sicurezza nel corso del suo mandato, l\u2019Italia ha lanciato nel 2018, assieme al Bangladesh, un nuovo <strong>Gruppo di Amici per la gestione dell\u2019impatto ambientale delle missioni di pace,<\/strong> con l\u2019obiettivo di sostenere l\u2019attuazione della Strategia Ambientale messa a punto dal Segretariato e di sensibilizzare gli Stati Membri e le varie componenti del sistema ONU sulla necessit\u00e0 di una cooperazione rafforzata affinch\u00e9 le missioni di pace possano raggiungere obiettivi di efficacia e sostenibilit\u00e0 nella gestione dell\u2019impatto ambientale, contribuendo cos\u00ec anche all\u2019adempimento in modo efficiente dei loro mandati. La collaborazione tra l\u2019Italia e le Nazioni Unite in questo settore fa perno anche sull\u2019intesa firmata nel 2023 tra l\u2019Arma dei Carabinieri e il Dipartimento per il Supporto Operativo dell\u2019ONU per collaborazioni in materia di formazione, sviluppo di capacit\u00e0 e scambio di conoscenze, nei settori della gestione e protezione dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Parallelamente, l\u2019Arma dei Carabinieri, nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa governativa relativa all\u2019istituzione dei<strong> \u201cCaschi verdi per l\u2019ambiente\u201d,<\/strong> persegue l\u2019obiettivo di realizzare una Task Force Carabinieri, denominata \u201c<strong>Unite4Environment<\/strong>\u201d, in grado di svolgere interventi a tutela e salvaguardia del patrimonio ambientale in caso di disastri naturali o gravi crisi sul territorio nazionale ma anche, all\u2019occorrenza, in ambito internazionale, nel quadro delle azioni promosse dall\u2019UNESCO.<\/p>\n<p>I Carabinieri sono inoltre impegnati a valorizzare, nei diversi consessi internazionali, le qualificate competenze della propria Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, che delinea, nel suo complesso, un esempio unico di abilit\u00e0 ed esperienze in raccordo tra il settore della polizia ambientale e quello della \u201ccura del territorio\u201d. A tal fine, l\u2019Arma ha avviato il Progetto di riqualificazione del <strong>Centro addestramento di Sabaudia in Centro di Eccellenza per la tutela ambientale (CoEPP),<\/strong> struttura addestrativa fondata sull\u2019idea di creare un centro studi\/ricerche e un hub addestrativo che possa contare su una partnership istituzionale con le Agenzie onusiane di riferimento per le questioni ambientali. Tra le attivit\u00e0 gi\u00e0 erogate tra il 2023 e il 2024, tre corsi alla Guardia Civil spagnola, uno alla Gendarmeria Nazionale francese, uno in favore di rappresentanti dell\u2019Associazione Internazionale delle Gendarmerie e Forze di Polizia a Statuto Militare (FIEP), nonch\u00e9 uno all\u2019Unione Africana.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della strutturata collaborazione tra l\u2019Arma e le Agenzie onusiane che si occupano di materie ambientali, si segnala la sottoscrizione di due Memorandum of Understanding con lo United Nations Environmental Programme (UNEP) e con lo United Nations Development Programme (UNDP). Inoltre, all\u2019esito del 4\u00b0 Vertice dei Capi delle Polizie delle NU, \u00e8 emerso l\u2019intendimento di creare, nell\u2019ambito delle missioni a egida ONU, la figura di un \u201cenvironmental focal point\u201d. Il relativo corso di formazione \u00e8 in via di realizzazione da parte del CoEEP e della Base Logistica ONU di Brindisi e l\u2019edizione pilota avr\u00e0 luogo proprio in quel Centro di Eccellenza.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019Italia fornisce un importante contributo nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di revisione del peacekeeping promosse dal SG che nel 2018 ha lanciato l\u2019iniziativa Action For Peacekeeping (A4P) e rinnovata nel 2021 (A4P+). L\u2019obiettivo \u00e8 rendere le Operazioni di Pace pi\u00f9 \u201crobuste\u201d e pi\u00f9 \u201csicure\u201d individuando una serie di principi e impegni comuni ai Paesi che partecipano, a vario titolo, alle missioni di pace delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Peacebuilding e diplomazia preventiva<\/strong><\/p>\n<p class=\"null\" style=\"background: white;\"><span class=\"null1\"><span style=\"font-size: 13.5pt; font-family: 'Titillium Web'; color: #1a1a1a;\">L\u2019impegno dell\u2019Italia a favore della pace include una rafforzata azione di sostegno alle attivit\u00e0 dell\u2019ONU nei settori del sostegno e del consolidamento della pace (\u201cpeacebuilding\u201d) e della diplomazia preventiva, che ha trovato riconoscimento nel <strong>reingresso del nostro Paese nella Commissione per il Peacebuilding<\/strong> per il 2023-2024, organo consultivo di raccordo tra Assemblea Generale, Consiglio di Sicurezza e ECOSOC. <\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-9156 img-fluid\" src=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/peacebuilding-300x200.png\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/peacebuilding-300x200.png 300w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/peacebuilding-768x512.png 768w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/peacebuilding.png 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/p>\n<p>Photo Credit: UN<\/p>\n<p>La Peacebuilding Commission identifica e promuove, insieme agli Stati direttamente interessati, iniziative volte a prevenire il rischio di conflitti in aree potenzialmente di crisi e a sostenere percorsi di pace sostenibile nel lungo periodo. Vi afferiscono quindi iniziative di rafforzamento dello stato di diritto, riconciliazione nazionale, consolidamento delle istituzioni, rispetto dei diritti umani, parit\u00e0 di genere, inclusivit\u00e0 sociale e promozione di uno sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>La Peacebuilding Commission analizza anche temi o situazioni non affrontate specificamente dal Consiglio di Sicurezza, attraverso un approccio trans-regionale e aprendo alla partecipazione di altri organismi e partner della societ\u00e0 civile. Fornisce inoltre pareri agli organi delle Nazioni Unite sulle tematiche afferenti al peacebuilding e ne promuove un approccio integrato, coinvolgendo pertanto nelle consultazioni, all\u2019occorrenza, anche attori esterni al sistema ONU.<\/p>\n<p>Per mandato e finalit\u00e0, le attivit\u00e0 e raccomandazioni della PBC si caratterizzano quindi per la loro natura trasversale e dunque suscettibile di fornire un valore aggiunto all\u2019architettura di pace e sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Di pari passo al contributo italiano quale Paese membro della Peacebuilding Commission, \u00e8 aumentato anche il contributo italiano al Peacebuilding Fund, il principale Fondo Fiduciario delle Nazioni Unite creato a questo scopo.<\/p>\n<p>Di rilievo, nell\u2019ambito del sostegno al peacebuilding e alla diplomazia preventiva, sono anche i contributi finanziari che l\u2019Italia attribuisce al Fondo Fiduciario Pluriennale gestito dal Dipartimento per gli Affari Politici e il Peacebuilding del Segretariato delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>L\u2019Italia possiede inoltre una consolidata tradizione nel settore della promozione del dialogo che si traduce all\u2019ONU nel sostegno alle attivit\u00e0 di diplomazia preventiva e ai buoni uffici del Segretario Generale, nella partecipazione al Gruppo di Amici per la Mediazione, nella valorizzazione dell\u2019efficace opera di mediazione condotta dalla societ\u00e0 civile italiana e dalle sue organizzazioni nei principali teatri di crisi (ne \u00e8 un esempio <strong>l\u2019impegno della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio<\/strong> in diversi Paesi africani: dal Mozambico, al Burundi alla Repubblica Centrafricana), e del ruolo delle donne mediatrici testimoniato dalla promozione da parte dell\u2019Italia nel 2017 del <strong>Mediterranean Women Mediators Network.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Photo Credit: Ministero della Difesa Peacekeeping La Carta delle Nazioni Unite, firmata il 26 giugno 1945, stabilisce come primario compito dell\u2019Organizzazione il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. 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