﻿{"id":388,"date":"2022-08-30T00:58:23","date_gmt":"2022-08-29T22:58:23","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/litalia-e-le-ooii\/the-security-council\/"},"modified":"2022-10-11T16:38:33","modified_gmt":"2022-10-11T14:38:33","slug":"consiglio-di-sicurezza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/litalia-e-le-ooii\/consiglio-di-sicurezza\/","title":{"rendered":"Consiglio di Sicurezza"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-381 img-fluid\" src=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/619950_ridotta-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/619950_ridotta-300x200.jpg 300w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/619950_ridotta-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/619950_ridotta-768x512.jpg 768w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/619950_ridotta.jpg 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Italia, ammessa alle Nazioni Unite il 14 dicembre 1955, ha sempre guardato all\u2019Organizzazione come un cardine della sua azione di politica estera contribuendo attivamente a un multilateralismo efficace, costruttivo e inclusivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia in Consiglio di Sicurezza<\/strong><\/p>\n<p>Il Consiglio di Sicurezza \u00e8 l\u2019organo esecutivo delle Nazioni Unite responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. E\u2019 composto da cinque membri permanenti con diritto di veto (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia e Cina) e dieci membri eletti per mandati biennali.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 stata eletta membro del Consiglio di Sicurezza per sette bienni (1959\/1960; 1971\/1972; 1975\/1976; 1987\/1988; 1995\/1996; 2007\/2008; 2017\/2018). In occasione delle elezioni dei membri del<strong>\u00a0Consiglio di Sicurezza per il 2017\/2018<\/strong>, Italia e Paesi Bassi hanno deciso di condividere il mandato, in segno di unit\u00e0 e solidariet\u00e0 tra paesi dell\u2019Unione Europea anche in sede ONU. In base a questa intesa, l\u2019Italia ha occupato il seggio per il 2017 ed ha passato il testimone per il 2018 ai Paesi Bassi, con cui e&#8217;\u00a0 proseguita la stretta collaborazione che ha caratterizzato il primo anno di mandato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-383 img-fluid\" src=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/cds1-300x254.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/cds1-300x254.jpg 300w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/cds1-768x651.jpg 768w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/cds1.jpg 864w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>296 riunioni formali, 176 consultazioni, 24 riunioni informali, 5 missioni, 61 Risoluzioni, 27 dichiarazioni presidenziali e 93 dichiarazioni alla stampa: questi i numeri del Consiglio di Sicurezza nel 2017, cui l\u2019Italia ha contribuito attivamente in difesa delle priorit\u00e0 nazionali e dei valori del multilateralismo.<\/p>\n<p>Al centro del nostro impegno un concetto di sicurezza fondato sul legame inscindibile tra stabilit\u00e0, sviluppo e rispetto dei diritti umani, che abbiamo calato nei principali teatri di crisi all\u2019attenzione del Consiglio di Sicurezza, partendo da quelli a noi pi\u00f9 prossimi e in cui l\u2019Italia \u00e8 in prima fila \u2013 Libia, Mediterraneo, Medio Oriente, Sahel e Africa Orientale.<\/p>\n<p>Le sfide contemporanee alla pace e alla sicurezza internazionali &#8211; terrorismo e estremismo violento, traffico di esseri umani, traffici illeciti, pressioni migratorie, cambiamento climatico &#8211; richiedono una risposta internazionale coerente e ancorata al multilateralismo. Una priorit\u00e0 che ha guidato la nostra azione in Consiglio di Sicurezza, e che si riflette nel progetto di riforma dell\u2019ONU promosso dal Segretario Generale Guterres, che l\u2019Italia sostiene con convinzione. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di rendere il sistema ONU nel suo complesso pi\u00f9 snello, flessibile e integrato, rafforzando anche i partenariati con le organizzazioni regionali e sub-regionali, in base al principio di sussidiariet\u00e0, e il ruolo della societ\u00e0 civile, a cominciare dai giovani e dalle donne.<\/p>\n<p>Lungo queste linee direttrici abbiamo sviluppato la nostra azione concentrandoci sulla complessit\u00e0 e l\u2019interconnessione delle sfide che coinvolgono oggi il\u00a0<strong>Mediterraneo<\/strong>\u00a0e, in particolare, la\u00a0<strong>Libia<\/strong>, e attirando l\u2019attenzione su tematiche trasversali prioritarie per il nostro Paese, come quella dei\u00a0<strong>rifugiati, del traffico di esseri umani e della protezione dei beni culturali<\/strong>. Su queste premesse, l\u2019Italia ha proposto due Risoluzioni adottate all\u2019unanimit\u00e0 dal Consiglio di Sicurezza: la prima sulla lotta al traffico di esseri umani, innovativa per l\u2019inedita attenzione dedicata all\u2019assistenza e ai diritti delle vittime; la seconda, sulla tutela dei beni culturali e il contrasto al loro traffico e alla loro distruzione in situazioni di conflitto, che l\u2019Italia ha promosso assieme alla Francia. Siamo inoltre fondatori e co-presidenti con Cipro di un Gruppo di Amici per la tutela dei beni culturali, lanciato in aprile 2018.<\/p>\n<p>L\u2019Italia si \u00e8 impegnata a favorire l\u2019attuazione dei criteri di fondo della\u00a0<strong>riforma delle operazioni di pace<\/strong>\u00a0per migliorarne l\u2019efficacia e renderle adeguate all\u2019evoluzione dei bisogni reali dei Paesi interessati. Su nostra iniziativa, il Consiglio ha adottato una risoluzione che valorizza il ruolo della componente di polizia nelle operazioni di peacekeeping, anche attraverso la formazione dei caschi blu, per rafforzarne le funzioni di protezione dei civili, assistenza alle istituzioni locali nella lotta contro il crimine organizzato e nel contrasto alla violenza di genere.<\/p>\n<p>Infine, abbiamo introdotto per la prima volta in Consiglio di Sicurezza il tema dell\u2019impatto ambientale delle missioni ONU. Anche su questo aspetto, di grande attualit\u00e0 e rilevanza nel quadro della riforma del peacekeeping, l\u2019impegno dell\u2019Italia prosegue, fuori dal Consiglio di Sicurezza, in veste di iniziatori e co-presidenti, assieme al Bangladesh, di un Gruppo di Amici dedicato istituito nel febbraio 2018.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riforma del Consiglio di Sicurezza<\/strong><\/p>\n<p>Un Consiglio di Sicurezza pi\u00f9\u00a0<strong>democratico, rappresentativo, inclusivo, trasparente ed efficace<\/strong>: sono i principi ispiratori di una riforma attesa da oltre 20 anni e che sono stati tradotti in varie proposte volte ad ottenere un ampliamento del Consiglio ed una modifica della sua composizione interna; un miglioramento dei suoi metodi di lavoro; una regolamentazione dei suoi strumenti, incluso il potere di veto; e un riequilibrio dei rapporti tra il Consiglio e l\u2019Assemblea Generale.<\/p>\n<p>Fin dall\u2019istituzione dell\u2019Open Ended Working Group (OEWG) per la riforma del Consiglio di Sicurezza nel 1993, l\u2019Italia ha svolto un ruolo di impulso animando la riflessione sul tema.<\/p>\n<p>Nei primi anni &#8217;90, su iniziativa dell&#8217;<strong>Ambasciatore Francesco Paolo Fulci<\/strong> (19 marzo 1931 \u2013 21 gennaio 2022, Rappresentante Permanente d&#8217;Italia all&#8217;ONU dal 1993 al 1999),\u00a0 l&#8217;Italia fu co-fondatrice del cosiddetto Coffee Club, in opposizione all&#8217;aumento del numero dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e in favore di un&#8217;espansione del numero di membri non permanenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-483 img-fluid\" src=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fulci-2-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fulci-2-300x207.jpg 300w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fulci-2-1024x707.jpg 1024w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fulci-2-768x530.jpg 768w, https:\/\/italyun.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Fulci-2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Nel 2005, sulle fondamenta di tale esperienza, l\u2019Italia ha dato vita al movimento <strong>\u201cUniting for Consensus\u201d<\/strong>\u00a0(UfC), del quale ricopre tuttora il ruolo di coordinatore. Dopo la decisione assunta nel 2008 dall\u2019Assemblea Generale di chiudere l\u2019esperienza dell\u2019OEWG e passare al negoziato intergovernativo, nel 2009 &#8211; d\u2019intesa con la Colombia &#8211; l\u2019Italia ha presentato un progetto di riforma fondato sulla creazione di una nuova categoria di seggi a lungo termine e sulla modifica dei metodi di lavoro. Nel 2014, infine, nella ricerca di una soluzione di compromesso con i Paesi favorevoli all\u2019istituzione di nuovi seggi permanenti, l\u2019Italia ha annunciato un\u2019ulteriore modifica della piattaforma negoziale concordata con gli altri Paesi UfC, che contempla la possibilit\u00e0 di rielezione immediata dei membri di lungo termine del Consiglio.<\/p>\n<p>Maggiori informazioni su questo argomento e su Uniting For Consensus possono essere reperite <a href=\"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/litalia-e-le-ooii\/ufc\/\">qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia, ammessa alle Nazioni Unite il 14 dicembre 1955, ha sempre guardato all\u2019Organizzazione come un cardine della sua azione di politica estera contribuendo attivamente a un multilateralismo efficace, costruttivo e inclusivo. &nbsp; L\u2019Italia in Consiglio di Sicurezza Il Consiglio di Sicurezza \u00e8 l\u2019organo esecutivo delle Nazioni Unite responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza [&hellip;]","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":10,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-388","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=388"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/388\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}