﻿{"id":13961,"date":"2026-10-19T16:41:03","date_gmt":"2026-10-19T14:41:03","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/?p=13961"},"modified":"2026-10-19T18:50:42","modified_gmt":"2026-10-19T16:50:42","slug":"intervista-del-rappresentante-permanente-giorgio-marrapodi-con-lagenzia-italpress-lintelligenza-artificiale-non-puo-sostituire-la-dimensione-umana-della-diplomazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2026\/10\/intervista-del-rappresentante-permanente-giorgio-marrapodi-con-lagenzia-italpress-lintelligenza-artificiale-non-puo-sostituire-la-dimensione-umana-della-diplomazia\/","title":{"rendered":"Intervista del Rappresentante Permanente Giorgio Marrapodi con l&#8217;agenzia ItalPress: \u201cL\u2019intelligenza artificiale non pu\u00f2 sostituire la dimensione umana della diplomazia\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>(18 Ottobre, di <strong>Stefano Vaccara)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) \u2013 Quasi quarant\u2019anni di carriera diplomatica, dalla Calabria al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, passando per alcune delle principali capitali europee.<strong> Giorgio Marrapodi, ambasciatore e rappresentante permanente dell\u2019Italia all\u2019ONU, \u00e8 tra i protagonisti della quarta edizione degli ITALPRESS Awards, svoltasi a Washington<\/strong> \u2013 in occasione del<strong> Gala annuale della NIAF<\/strong> \u2013 dove ha ricevuto un riconoscimento insieme al <strong>collega Marco Peronaci, ambasciatore d\u2019Italia negli Stati Uniti.<\/strong><\/p>\n<p>Tra gli altri premiati della manifestazione figurano il <strong>presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, Tommaso Tanzilli alla guida di Ferrovie dello Stato e il giornalista e docente alla Luiss Gianni Riotta.<\/strong> \u00c8 in questa occasione che incontriamo Marrapodi per un\u2019intervista che attraversa quasi quarant\u2019anni di diplomazia italiana e affronta alcune delle sfide pi\u00f9 urgenti delle <strong>Nazioni Unite:<\/strong> la crisi del multilateralismo, la riforma del Consiglio di Sicurezza, la successione ad Antonio Guterres e il ruolo dell\u2019intelligenza artificiale nelle relazioni internazionali.<\/p>\n<p><strong>Ambasciatore, lei \u00e8 entrato in diplomazia nel 1987, quasi quarant\u2019anni fa. Oggi il mondo \u00e8 profondamente cambiato. Confrontando quelle due epoche e immaginando di essere nato nella sua Calabria quarant\u2019anni pi\u00f9 tardi, oggi farebbe ancora la stessa scelta di intraprendere la carriera diplomatica?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cRifarei questa scelta senza esitazioni. La carriera diplomatica mi ha dato grandi soddisfazioni e il privilegio di rappresentare l\u2019Italia nel mondo. Dal mio ingresso in carriera a oggi, sono cambiati il contesto geopolitico e i metodi di lavoro, ma, in un mondo segnato da crisi e tensioni crescenti, la diplomazia resta pi\u00f9 che mai indispensabile, grazie alla sua capacit\u00e0 di promuovere il dialogo, la mediazione e la fiducia reciproca. Ai tanti giovani che incontro e che sono motivati dal desiderio di fare qualcosa di importante per il nostro Paese, consiglio di considerare questa professione con entusiasmo e consapevolezza, valutandone le opportunit\u00e0 senza sottovalutare i sacrifici personali e familiari che derivano anche dal cambiare sede e lavoro periodicamente. Per me, il bilancio resta decisamente positivo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia ha storicamente mantenuto alle Nazioni Unite una linea di sostegno al multilateralismo, alla Carta dell\u2019ONU e al diritto internazionale, indipendentemente dall\u2019alternanza tra governi di centrodestra e centrosinistra. Possiamo ancora considerare questi principi un patrimonio condiviso della nostra politica estera?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cCome ha pi\u00f9 volte ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il nostro pianeta, per sopravvivere, ha indispensabile necessit\u00e0 di un sistema multilaterale, capace di sviluppare ulteriormente forme di collaborazione e di integrazione. Un impegno ribadito dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la Settimana di Alto Livello delle Nazioni Unite dello scorso settembre, insieme alla necessit\u00e0 di riformare l\u2019ONU per renderla pi\u00f9 efficace. La presenza al suo fianco di una delegazione di alto livello, con la partecipazione di autorevoli rappresentanti del Parlamento, ha testimoniato ancora una volta l\u2019attenzione delle forze politiche e l\u2019impegno trasversale dell\u2019Italia per un multilateralismo efficace\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Da giovane diplomatico all\u2019ONU, lei ha vissuto da vicino la stagione dell\u2019ambasciatore Francesco Paolo Fulci, quando l\u2019Italia si oppose con grande determinazione a una riforma del Consiglio di Sicurezza che avrebbe creato nuovi membri permanenti, rischiando di marginalizzare il nostro Paese. Sono passati pi\u00f9 di trent\u2019anni e la riforma resta bloccata. L\u2019Italia ha ancora la capacit\u00e0 di condizionarne l\u2019esito come allora?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cHo avuto il grande onore di lavorare con l\u2019Ambasciatore Fulci a New York negli anni Novanta e lo considero un maestro e un visionario. Aveva compreso i rischi di una riforma del Consiglio di Sicurezza fondata sull\u2019aumento dei seggi permanenti, che avrebbe accentuato le disparit\u00e0 senza migliorarne l\u2019efficacia. Dal Coffee Club di Fulci a Uniting for Consensus oggi, l\u2019Italia guida tuttora i tentativi di riforma per rendere il Consiglio pi\u00f9 rappresentativo ed efficace, superando l\u2019attuale paralisi che resta legata soprattutto al veto dei membri permanenti. Sosteniamo pertanto l\u2019ampliamento dei seggi non permanenti, con mandati pi\u00f9 lunghi e possibilit\u00e0 di rielezione immediata, per garantire una maggiore rappresentanza alle regioni del mondo oggi sottorappresentate nel Consiglio. Continueremo a promuovere questa proposta nei negoziati intergovernativi, con spirito costruttivo e piena apertura alla ricerca di convergenze con gli altri Stati\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Siamo nella fase decisiva della scelta del successore o della successora di Antonio Guterres, il cui mandato terminer\u00e0 il 31 dicembre 2026. Quali caratteristiche dovrebbe avere il prossimo Segretario generale?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cMai come in questo momento, l\u2019ONU ha certamente bisogno di un Segretario Generale capace, dinamico e che goda del rispetto e del sostegno della membership. L\u2019attuale impasse dell\u2019ONU non dipende per\u00f2 da una sola persona: le decisioni spettano agli Stati, che devono garantire all\u2019Organizzazione e al suo Capo il sostegno necessario per funzionare e ricostruire la fiducia nel multilateralismo\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019intelligenza artificiale render\u00e0 i diplomatici pi\u00f9 efficaci oppure rischia di complicarne il lavoro?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cCredo che l\u2019intelligenza artificiale possa rendere l\u2019attivit\u00e0 diplomatica pi\u00f9 efficace, offrendo strumenti preziosi per l\u2019analisi, la gestione delle informazioni e la capacit\u00e0 di previsione. Non potr\u00e0 per\u00f2 mai in ogni caso sostituire la dimensione umana della diplomazia, fondata sulla fiducia, sull\u2019empatia e sulla comprensione delle sensibilit\u00e0 culturali e personali. In questo senso, anche a fronte dei possibili rischi derivanti dall\u2019intelligenza artificiale assume particolare rilievo l\u2019approccio antropocentrico promosso dal Governo italiano e ispirato a quell\u2019equilibrio tra scienza e umanesimo proprio della tradizione italiana\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ambasciatore, orgogliosamente calabrese, nato a Martone, nella Locride, lei ha dedicato quasi quarant\u2019anni a rappresentare il nostro Paese. Le faccio una domanda un po\u2019 insolita: se non fosse nato italiano e avesse potuto scegliere di diventare diplomatico di uno degli altri 192 Stati membri delle Nazioni Unite, quale Paese avrebbe scelto di rappresentare? E perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cTutti i Paesi in cui ho prestato servizio mi sono rimasti nel cuore, dalla Romania alla Spagna, dal Belgio all\u2019Austria fino alla Turchia e ovviamente gli Stati Uniti. \u00c8 uno degli aspetti pi\u00f9 belli di questo mestiere: imparare a conoscere e ad apprezzare posti e culture diverse dalla propria. Ma se potessi scegliere, sceglierei ancora di rappresentare l\u2019Italia, le sue eccellenze e i suoi splendidi territori, tra cui la mia Calabria a cui sono molto legato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nella foto Giorgio Marrapodi (a sinistra), Rappresentante Permanente della Repubblica Italiana presso le Nazioni Unite, presenta le sue credenziali al Segretario Generale Ant\u00f3nio Guterres. Foto ONU Manuel Elias.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(18 Ottobre, di Stefano Vaccara) WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) \u2013 Quasi quarant\u2019anni di carriera diplomatica, dalla Calabria al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, passando per alcune delle principali capitali europee. 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