﻿{"id":2932,"date":"2016-04-20T20:23:53","date_gmt":"2016-04-20T18:23:53","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/04\/sessione-speciale-dell-assemblea\/"},"modified":"2016-04-20T20:23:53","modified_gmt":"2016-04-20T18:23:53","slug":"sessione-speciale-dell-assemblea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/04\/sessione-speciale-dell-assemblea\/","title":{"rendered":"UNGASS 2016 &#8211; Discorso pronunciato dal Ministro della Giustizia e Capo della Delegazione Italiana, On. Andrea Orlando, alla Tavola Rotonda III su \u201cTemi trasversali: droga e diritti umani, giovani, donne, bambini e comunit\u00e0\u201d nell\u2019ambito della Sessione straordinaria dell&#8217;Assemblea Generale sul problema mondiale della droga"},"content":{"rendered":"<p>Grazie Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori,<\/p>\n<p>Nell\u2019allinearci all\u2019intervento dell\u2019Unione Europea, vorremmo condividere alcune osservazioni a titolo nazionale.<\/p>\n<p>1. Il rispetto e la promozione delle libert\u00e0 fondamentali e dei diritti umani nel quadro delle politiche nazionali e internazionali in materia di droga non \u00e8 solo un imperativo morale ma anche precondizione per la piena efficacia di tali politiche. L\u2019Italia \u00e8<\/p>\n<p>fermamente convinta che la tutela dei diritti umani debba essere parte integrante delle politiche internazionali sulla droga.<\/p>\n<p>2. L\u2019UNGASS \u00e8 una straordinaria occasione per incrementare i nostri sforzi per porre definitivamente la persona umana, la sua salute e il suo benessere al centro delle politiche in materia di droga, in linea con il fine ultimo delle tre convenzioni sulla droga.<\/p>\n<p>3. Dovremmo esaminare tutte le lacune delle nostre politiche sulla droga dal punto di vista dei diritti umani, in materia di riduzione sia della domanda che dell\u2019offerta, per garantire che l\u2019applicazione delle convenzioni internazionali sulla droga rispetti pienamente gli standard internazionali in materia di diritti umani.<\/p>\n<p>4. A tal riguardo, dovremmo riservare un\u2019attenzione particolare ai bisogni specifici di donne, bambini, giovani e membri vulnerabili della societ\u00e0. Non solo perch\u00e9 essi hanno bisogno di misure specifiche e mirate, per esempio dal punto di vista sanitario e della giustizia penale, ma anche perch\u00e9 i fatti dimostrano come questi membri pi\u00f9 vulnerabili della societ\u00e0 siano pi\u00f9 spesso vittime di violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>5. Siamo lieti che il documento finale dell\u2019UNGASS includa un riferimento al consenso informato per il trattamento sanitario. Dalla sua introduzione nella legislazione italiana a partire dagli anni \u201970, abbiamo potuto verificare come il consenso informato sia un elemento fondamentale per l\u2019efficacia delle cure.<\/p>\n<p>6. L\u2019accesso per fini medici alle sostanze poste sotto controllo internazionale \u00e8 una delle principali sfide per il sistema internazionale per il controllo della droga ed \u00e8 anche direttamente collegato al diritto alle cure. Il recente rapporto dell\u2019INCB su tale materia fornisce un contributo molto utile e tempestivo per affrontare questa sfida.<\/p>\n<p>7. L\u2019UNGASS \u00e8 un\u2019occasione straordinaria per incrementare i nostri sforzi per assicurare che i nostri sistemi penali siano fondati sul principio di proporzionalit\u00e0, che ha anche implicazioni concrete sul versante della tutela dei diritti umani. Le convenzioni prevedono infatti che \u201cle condotte pi\u00f9 gravi siano assoggettate a sanzioni adeguate in particolare con la detenzione\u201d e che quelle di minore gravit\u00e0 non siano da punire necessariamente con severe sanzioni penali. Un approccio meramente punitivo nei confronti del tossicodipendente \u00e8 contrario allo spirito delle convenzioni e non contribuisce al recupero della persona. E\u2019 necessario il mantenimento di un regime detentivo di lunga durata per i trafficanti di droga. Inoltre, tanto i consumatori quanto i trafficanti di droga dovrebbero beneficiare del diritto di accesso ad un trattamento sanitario pi\u00f9 adeguato, della protezione da maltrattamenti e torture e del diritto alla vita.<\/p>\n<p>8. L\u2019applicazione della pena capitale per reati in materia di droga \u00e8 una evidente violazione dei diritti umani. Come riconosciuto dall\u2019INCB, dall\u2019UNODC e dall\u2019Alto Commissario per i Diritti Umani, la pena di morte non \u00e8 mai stata nella lettera e nello spirito delle convenzioni internazionali sulla droga, il cui obiettivo ultimo \u00e8 la salute e il benessere dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Sebbene la preparazione per l\u2019UNGASS sia stata un\u2019utile occasione per stimolare ulteriormente il dibattito su questo tema, ci rincresce che il documento finale non contenga alcun riferimento a tale fondamentale questione. Apprezziamo i passi avanti compiuti da alcuni Paesi per ridurre il numero di crimini punibili con la pena capitale e quelli per limitarne l\u2019applicazione. Sollecitiamo pertanto gli Stati Membri che ancora prevedono la pena di morte per i reati in materia di droga a introdurre una moratoria, come primo passo verso la sua definitiva abolizione.<\/p>\n<p>Grazie per l\u2019attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Grazie Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori, Nell\u2019allinearci all\u2019intervento dell\u2019Unione Europea, vorremmo condividere alcune osservazioni a titolo nazionale. 1. 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