﻿{"id":2960,"date":"2016-03-18T22:59:28","date_gmt":"2016-03-18T21:59:28","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/03\/change-the-world-model-united-nations\/"},"modified":"2016-03-18T22:59:28","modified_gmt":"2016-03-18T21:59:28","slug":"change-the-world-model-united-nations","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/03\/change-the-world-model-united-nations\/","title":{"rendered":"Intervento Introduttivo dell\u2019Ambasciatore Sebastiano Cardi, Rappresentante Permanente dell&#8217;Italia presso le Nazioni Unite, alla Cerimonia Inaugurale del &#8220;Change the World Model United Nations 2016 (Fifth Edition)&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>1. 70 anni di ONU<br \/>L\u2019Organizzazione ha festeggiato lo scorso anno i suoi 70 anni. E l\u2019Italia all\u2019ONU i suoi 60 da Stato Membro.<\/p>\n<p>Il 2015 e\u2019 stato un anno importante per le Nazioni Unite. Ci ha fornito una serie di indicazioni confortanti circa lo stato di salute dell\u2019Organizzazione, e anche confermato a fronte delle numerose crisi internazionali il forte bisogno che la Comunita\u2019 Internazionale ha, e continua ad avere, dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).<\/p>\n<p>Certo gli aspetti negativi, le difficolta\u2019 nel raggiungere soluzioni a certi problemi, sono sotto gli occhi di tutti, anche a causa spesso degli esiti tragici e dei costi in termini di vite umane: il conflitto in Siria, il dramma delle migliaia di persone che fuggono dai conflitti per diventare vittime di trafficanti senza scrupolo, il terrorismo internazionale, la situazione delicata in Libia e tante altre situazioni difficili in varie parti del mondo.<\/p>\n<p>Ma guardiamo per un attimo insieme agli aspetti positivi che citavo prima, quegli aspetti per cui il 2015 va ricordato.<\/p>\n<p>Il 2015 e\u2019 stato un anno che ha dimostrato che l\u2019ONU puo\u2019 essere sede e motore di un multilateralismo efficace e costruttivo.<\/p>\n<p>L\u2019ONU e gli Stati membri lavorando insieme per superare le divergenze, nel 2015 sono riusciti a definire la nuova agenda dello sviluppo che integra le tre dimensioni economica, sociale e ambientale.<\/p>\n<p>\u201cThe road to dignity\u201d, come l\u2019ha definita il Segretario Generale Ban Ki-moon [quest\u2019anno al suo ultimo di mandato \u2013 e\u2019 gia\u2019 iniziata la corsa al successore (molti pensano a una donna)]; questa strada per la dignita\u2019 ha svolto un percorso su quattro continenti in Asia, a Sendai con il vertice sulla riduzione dei rischi di disastri naturali, in Africa ad Addis Abeba in luglio allorche\u2019 gli Stati hanno preso impegni importanti sul finanziamento della nuova agenda di sviluppo sostenibile; in America, qui a New York, in settembre quando, in apertura di 70ma sessione dell\u2019Assemblea Generale, e\u2019 stata adottata l\u2019Agenda post-2015 con i suoi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile \u2013 obiettivi universali, validi per tutti Stati, sia quelli in via di sviluppo che quelli gia\u2019 sviluppati; e poi a Parigi in dicembre con l\u2019accordo per la lotta ai cambiamenti climatici (accordo che tra poco piu\u2019 di un mese verra\u2019 solennemente firmato dai Capi di Stato e di Governo, Ministri, qui alle Nazioni Unite).<\/p>\n<p>Insomma l\u2019ONU si e\u2019 dimostrata \u2013 a dispetto delle critiche, a volte troppo facili \u2013 un\u2019organizzazione viva e vitale che ha dimostrato come un multilateralismo efficace sia possibile quando c\u2019e\u2019 l\u2019impegno in un dialogo reale e costruttivo, e la coesione degli Stati Membri \u2013 questo e\u2019 stato dimostrato anche a fronte di emergenze globali come la pandemia Ebola.<\/p>\n<p>2. 60 di Italia all\u2019ONU<br \/>E l\u2019Italia come si inserisce in tutto questo?<br \/>L\u2019Italia e\u2019 stata definita dallo stesso Segretario Generale un \u201cpartner ideale delle Nazioni Unite.\u201d L\u2019approccio attivo e fiducioso del nostro Paese verso un multilateralismo costruttivo, teso alla realizzazione di ponti e non di muri, al salvataggio di vite umane, ci ha reso un attore importante nel consesso onusiano.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, ammessa dal 14 dicembre 1955 (prima era presente con lo status di Stato Osservatore), ha sempre guardato alle Nazioni Unite come un punto di riferimento e non ha mai fatto mancare il suo apporto.<\/p>\n<p>Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon \u2013 che ha visitato piu\u2019 volte il nostro Paese (che e\u2019 un grande polo onusiano Roma\/Torino\/Brindisi etc), da ultimo in ottobre proprio per celebrare i 60 anni di Italia all\u2019ONU \u2013 ha espresso in varie occasioni la riconoscenza dell\u2019ONU all\u2019Italia per il sostegno costante ai valori fondamentali in tutti questi campi: per l\u2019azione di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, specie in Libano con l\u2019impegno nella missione UNIFIL, e poi nella lotta contro il terrorismo internazionale; per il ruolo svolto nei colloqui per la ricerca di una soluzione alla crisi libica; ma anche per la gestione dei flussi migratori con attenzione agli sforzi umanitari di soccorso dei migranti nel Mediterraneo; per il nostro contributo all\u2019agenda di sviluppo post-2015 e alla lotta al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>3. Valori fondanti dell\u2019ONU e principi guida dell\u2019azione italiana all\u2019ONU sono due facce della stessa medaglia<\/p>\n<p>L\u2019azione quotidiana dell\u2019Italia all\u2019ONU \u00e8 ispirata da sessanta anni ai tre pilastri dell\u2019Organizzazione: pace e sicurezza; cooperazione tra popoli e nazioni per il perseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile; protezione e promozione dei diritti umani. I valori fondanti coincidono in larga misura con gli stessi su cui poggia la Costituzione italiana e rappresentano un percorso comune di reazione alle ferite della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>4. Contributo dell\u2019Italia all\u2019azione delle Nazioni Unite<br \/>(i) mantenimento della pace e sicurezza internazionale<br \/>Lasciatemi per brevi cenni richiamare il nostro coinvolgimento in tutti i settori di attivita\u2019 dell\u2019Organizzazione. Anzitutto nel compito centrale dell\u2019ONU: il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.<\/p>\n<p>Oltre al contributo finanziario al bilancio delle operazioni di pace che e\u2019 in ragione del P.I.L., l\u2019Italia e\u2019 presente con impegno di uomini, mezzi (inclusa la tecnologia) e idee.<\/p>\n<p>La cd. \u201cItalian way of peacekeeping\u201d \u2013 approccio basato su equilibrio tra gli aspetti militari e civili, contatto con le popolazioni e capacit\u00e0 professionali elevatissime. Guidiamo UNIFIL e siamo primo contributore occidentale di truppe e forze di polizia.<\/p>\n<p>Tecnologia a servizio del peacekeeping. Per esempio alcune delle eccellenze italiane nel settore dei droni sono stati utilizzati dall\u2019ONU in missioni di controllo.<\/p>\n<p>Ma l\u2019Italia offre anche formazione di alto livello a beneficio di peacekeepers di vari Paesi: al Centro di Eccellenza dell\u2019Arma dei Carabinieri, il COESPU, a Vicenza sono stati formati negli ultimi dieci anni numerosi operatori di pace di Paesi Africani e Asiatici; ma proponiamo piu\u2019 in generale corsi di formazione di personale di polizia e mantenimento dell\u2019ordine pubblico a beneficio dei Paesi dei Caraibi, dell\u2019America Centrale, di vari Stati Africani, con un approccio sempre improntato all\u2019ascolto delle esigenze e un atteggiamento non \u201cpaternalistico\u201d, che rende efficace la nostra interazione con tutti gli interlocutori.<\/p>\n<p>Da sempre, ma oggi ancora piu\u2019 di ieri (specie a causa della crescita continua dei costi del peacekeeping), l\u2019Italia richiama l\u2019attenzione sulla mediazione e sulla prevenzione dei conflitti. Si tratta di un dovere morale ma anche investimento strategico. Intervenire alla radice dei mali, prevenire la crisi, richiede in definitiva minori risorse che intervenire per gestire e risolvere una crisi.<\/p>\n<p>(ii) nel settore dei diritti umani<br \/>Siamo poi fortemente presenti nel settore dei diritti umani.<br \/>La campagna contro la pena di morte nel mondo, la sfida per la tolleranza religiosa, i diritti dei minori e in particolare dei bambini coinvolti nei conflitti armati, i diritti delle donne, in particolare la campagna per l\u2019abbandono della pratica delle mutilazioni genitali femminili, la mobilitazione per la risoluzione contro i matrimoni precoci e forzati in Assemblea Generale; pi\u00f9 in generale il riconoscimento dell\u2019importanza del ruolo delle donne nella societa\u2019.<\/p>\n<p>E\u2019 in corso proprio in queste giorni la Commissione sullo Status della Donna (CSW \u2013 anch\u2019essa al suo 60mo anniversario).<\/p>\n<p>Svolgiamo poi piu\u2019 in generale una convinta azione a sostegno dei principi dello Stato di diritto, nella convinzione che senza diritto e senza diritti non vi pu\u00f2 essere pace e sviluppo.<br \/>In tal senso l\u2019Italia ha assunto, con l\u2019Amb. Cardi, la Vice Presidenza dell\u2019Assemblea degli Stati parte dello Statuto della Corte Penale Internazionale. In linea con una lunga tradizione. Lo Statuto della Corte e\u2019 noto anche come \u201cStatuto di Roma\u201d. Fu a Roma infatti che 18 anni fa fu concluso il trattato che ha portato alla creazione della prima Corte Penale Internazionale permanente, competente a giudicare crimini di guerra, contro l\u2019umanita\u2019 e di genocidio.<\/p>\n<p>(iii) lo sviluppo sostenibile<br \/>Acqua, cibo, clima ed energia sono beni pubblici globali.<br \/>L\u2019Italia e\u2019 impegnata a assicurare sviluppo equilibrato e sostenibile. Certo arrivare alla definizione dell\u2019Agenda post-2015 e\u2019 stato cruciale, adottare gli obiettivi di sviluppo sostenibile un primo passo. Adesso che gli obiettivi sono definiti bisognera\u2019 lavorare alla loro attuazione, attraverso parternship tra pubblico e privato, attraverso il sostegno alla societa\u2019 civile attiva in questi settori, con attenzione all\u2019agricoltura, alle nuove tecnologie e alle micro, piccole e medie imprese (in seno alla Commissione ONU sul Diritto del Commercio Internazionale l\u2019Italia presiede sia il gruppo di lavoro sul commercio elettronico sia quello sulle micro, piccole e medie imprese).<br \/>Promuoviamo una visione condivisa e capace di associare lo sviluppo economico, sociale e ambientale alla costruzione di societ\u00e0 pacifiche, basate su istituzioni democratiche, che promuovano il principio di legalit\u00e0 e la tutela dei diritti umani. Bisogna continuare a lavorare insieme per perseguire in maniera efficace l\u2019agenda di sviluppo.<\/p>\n<p>L\u2019impegno a favore dello sviluppo dell\u2019agricoltura \u00e8 uno dei pilastri dell\u2019azione dell\u2019Italia. Il contributo alla crescita sostenibile nelle aree pi\u00f9 depresse del mondo \u00e8 stato anche al centro dell\u2019EXPO 2015 al quale le Nazioni Unite sono state pienamente associate.<\/p>\n<p>(iv) La solidariet\u00e0 italiana e gli interventi umanitari delle Nazioni Unite<br \/>L\u2019Italia ha sempre mostrato grande sensibilit\u00e0 verso le popolazioni vittime di crisi umanitarie che sia a causa di situazioni di conflitto (come per es. in Siria) sia in ragione di eventi naturali (terremoti, uragani, da ultimo nel caso di Fiji) o pandemie (Ebola). La Cooperazione allo Sviluppo italiana consente all\u2019Italia di agire nei principali teatri di crisi umanitarie. Dalla Siria all\u2019Iraq, dal Sahel al Corno d\u2019Africa, ai Paesi colpiti dall\u2019epidemia di Ebola, l\u2019Italia lavora fianco a fianco con le Agenzie specializzate delle Nazioni Unite e con la rete di Associazioni di volontariato ed Organizzazioni non Governative.<\/p>\n<p>5. L\u2019Italia e il Consiglio di Sicurezza<br \/>(a) L\u2019attuale campagna per l\u2019elezione al CdS<\/p>\n<p>In passato sei volte membro non permanente del CDS. Ossia membro eletto dall\u2019AG (bisogna ottenere una maggioranza di due terzi degli Stati Membri dell\u2019Organizzazione).<\/p>\n<p>Adesso candidatura per il biennio 2017-2018. Elezioni in Assemblea Generale nel giugno 2016.<br \/>La campagna si fonda sul contributo che l\u2019Italia puo\u2019 dare alla Comunita\u2019 Internazionale lungo le linee che vi ho descritto. Riconosciuta capacita\u2019 di ascolto e di mediazione (anche ad opera di importanti organizzazioni della societa\u2019 civile italiana); attivita\u2019 di prevenzione dei conflitti e apertura al dialogo come metodo; conoscenza del Mediterraneo e delle sue dinamiche, aree di crisi destinate a restare anche nei prossimi decenni al centro della politica internazionale. La crisi in Libia \u2013 il lungo conflitto siriano. La strategia per il Sahel.<\/p>\n<p>(b) La riforma del CdS<br \/>Al tempo stesso l\u2019Italia si batte a New York per una riforma democratica del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che lo renda piu\u2019 efficace, pi\u00f9 rappresentativo, piu\u2019 responsabile e, soprattutto, piu\u2019 adattabile, ai mutevoli scenari della realt\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>7. Conclusione: uno sguardo al futuro<br \/>Lasciatemi chiudere con uno sguardo al futuro. Da diversi anni, centinaia, anzi ormai forse migliaia, di studenti italiani qui a New York, ma anche in Italia a Roma e in altre citta\u2019 nel mondo, partecipano con grande entusiasmo ad attivita\u2019 di simulazione di attivita\u2019 negoziali dell\u2019ONU, come voi oggi, in questo esercizio di simulazione Change the World Model UN.<\/p>\n<p>Credo che quello che vi ha portato qui, oltre a una visita nella citta\u2019 di New York, e\u2019 un\u2019apertura mentale, una curiosita\u2019 verso il mondo che rappresenta un grande patrimonio e una grande forza che dovete assolutamente custodire e coltivare preziosamente perche\u2019 voi siete il futuro.<br \/>Nell\u2019augurarvi buon lavoro per la vostra simulazione, vi incoraggio a proseguire il vostro percorso con curiosit\u00e0 e apertura nei confronti degli altri, nei confronti del mondo, attraverso il dialogo, l\u2019ascolto reciproco e la tolleranza come strumenti di crescita e di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Vorrei chiudere ricordando le parole di Karl Popper: \u201cil futuro \u00e8 molto aperto, e dipende da noi, da noi tutti. Dipende da ci\u00f2 che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilit\u00e0 del futuro che sono aperte.\u201d E dunque non fatevi mai scoraggiare: guardate il mondo in positivo, abbracciatelo con curiosita\u2019. Buon lavoro e buon divertimento!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. 70 anni di ONUL\u2019Organizzazione ha festeggiato lo scorso anno i suoi 70 anni. E l\u2019Italia all\u2019ONU i suoi 60 da Stato Membro. Il 2015 e\u2019 stato un anno importante per le Nazioni Unite. 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