﻿{"id":3206,"date":"2015-03-20T20:27:28","date_gmt":"2015-03-20T19:27:28","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2015\/03\/2015-03-20-cardi-un-model\/"},"modified":"2015-03-20T20:27:28","modified_gmt":"2015-03-20T19:27:28","slug":"2015-03-20-cardi-un-model","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2015\/03\/2015-03-20-cardi-un-model\/","title":{"rendered":"INTERVENTO INTRODUTTIVO DELL\u2019AMBASCIATORE SEBASTIANO CARDI, RAPPRESENTANTE PERMANENTE DELL\u2019ITALIA PRESSO LE NAZIONI UNITE, ALLA CERIMONIA DI APERTURA DELL\u2019EVENTO \u201cCHANGE THE WORLD MODEL UN 2015\u201d \u2013 (20 marzo 2015)"},"content":{"rendered":"<p><P>Nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza lo scorso 9 marzo, l\u2019Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza dell\u2019Unione Federica Mogherini ha sostenuto che il nuovo ordine globale dovr\u00e0 essere multilaterale o non sar\u00e0. La complessit\u00e0 delle sfide che abbiamo di fronte; la loro capacit\u00e0 di valicare i confini nazionali; la necessit\u00e0 di mobilitare risorse su scala globale richiedono una gestione collettiva delle responsabilit\u00e0 di cui le Nazioni Unite sono oggi al centro.<BR><BR>Di questo e di come l\u2019Italia vi contribuisce vorrei parlarvi oggi, nella Giornata Internazionale della Felicit\u00e0. <BR><BR><BR><STRONG><U>70 anni di ONU<\/U><\/STRONG> <BR><BR>Dai 51 Stati fondatori (a San Francisco 26 giugno 1945) ai 193 di oggi (il pi\u00f9 recente il Sud Sudan dal 2011), l\u2019ONU rappresenta oggi una piattaforma universale di dialogo e confronto.<BR><BR>A settant\u2019anni anni dalla sua fondazione, l\u2019Organizzazione \u00e8 chiamata a tracciare un bilancio e a offrire prospettive. Entrambi non possono che trarre spunto dai tre pilastri della missione dell\u2019ONU: mantenimento della pace e della sicurezza internazionali; sviluppo; promozione dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali.<BR><BR>Nella dimensione di sicurezza, come affermato dallo stesso Ban Ki moon nonostante la perdurante presenza di conflitti armati, le Nazioni Unite sono comunque riuscite a allontanare lo spettro di una nuova guerra.<BR><BR>Tuttavia \u00e8 su altri fronti che pu\u00f2 meglio misurarsi l\u2019efficacia della sua azione. Concentrando risorse sulla prevenzione delle crisi anzich\u00e9 sulla reazione alle stesse. Catalizzando energie e finanziamenti nella lotta contro la povert\u00e0 e il sottosviluppo. Sensibilizzando sui grandi temi trasversali, quali la lotta ai cambiamenti climatici e la promozione dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali. Attivandosi con iniziative concrete per la prevenzione delle atrocit\u00e0 e dei crimini di massa.<BR><BR>Sono queste le priorit\u00e0 che lo stesso Ban ha identificato per il 2015, \u201canno di azione globale\u201d, nel quale l\u2019ONU e gli Stati membri sono chiamati a definire la nuova agenda dello sviluppo che integrer\u00e0 le dimensioni economica, sociale e ambientale.<BR><BR>\u201cThe road to dignity\u201d, questo lo slogan coniato dal Segretario Generale, ha fatto tappa a Sendai (marzo; riduzione dei rischi di disastri naturali), e si fermer\u00e0 poi a Addis Abeba (luglio; finanziamento della nuova agenda di sviluppo sostenibile), New York (settembre; definizione dell\u2019agenda post 2015 con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile) e Parigi (dicembre; lotta ai cambiamenti climatici). Tutta l\u2019Organizzazione e i suoi Stati membri sono impegnati nella definizione di una nuova agenda per lo sviluppo &#8211; universale, innovativa e sostenibile &#8211; accompagnata da un accordo sulle fonti di finanziamento (anche attraverso partnership con il settore privato) e da chiari e vincolanti impegni nella lotta ai cambiamenti climatici.<BR><BR>Quanto alle prospettive dell\u2019Organizzazione, esse sono legate alla sua capacit\u00e0 di affrontare le emergenze del nostro tempo (conflitti; cambiamento climatico; pandemie come l\u2019ebola; contrasto al terrorismo; interventi umanitari nelle aree di crisi) e di aggiornare a tal fine gli strumenti a sua disposizione. Le sfide dell\u2019Organizzazione sono, in definitiva, le sfide di tutti noi.<BR><BR>In quest\u2019ambito sono in corso due importanti esercizi di riesame, ai quali stiamo contribuendo, che toccano: il futuro delle operazioni di pace; le iniziative di peace building. Efficienza, democraticit\u00e0 e rappresentativit\u00e0 sono le parole chiave per il futuro dell\u2019Organizzazione.<BR><BR>In tal senso si inquadra anche l\u2019azione dell\u2019Italia che si batte da tempo per una riforma democratica del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che lo renda pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 rappresentativo, pi\u00f9 responsabile e, soprattutto, pi\u00f9 adattabile ai mutevoli scenari della realt\u00e0 internazionale. <BR><BR><BR><U><STRONG>60 di Italia all\u2019ONU<BR><BR><\/STRONG><\/U>In questo contesto generale, si inserisce l\u2019azione dell\u2019Italia alle Nazioni Unite che proprio quest\u2019anno festeggia il 60^ anniversario del suo ingresso. L\u2019Italia, ammessa il 14 dicembre 1955, ha sempre guardato alle Nazioni Unite come un punto di riferimento e non ha mai fatto mancare il suo apporto.<BR><BR>Il nostro contributo al raggiungimento degli obiettivi della Carta continua a essere incondizionato e apprezzato. Siamo i settimi contributori sulla scala dei contributi obbligatori. Siamo il primo fornitore occidentale di truppe per le operazioni di peacekeeping.<BR><BR>Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon &#8211; in visita in Italia proprio in questi giorni &#8211; ha espresso in varie occasioni la riconoscenza dell\u2019ONU all\u2019Italia per il sostegno costante ai valori fondamentali in tutti questi campi: per l\u2019azione di mantenimento della pace, specie in Libano, per la lotta contro il terrorismo; per il ruolo svolto nei colloqui per la ricerca di una soluzione alla crisi libica; ma anche per la gestione dei flussi migratori con attenzione agli sforzi umanitari di soccorso dei migranti nel Mediterraneo; per il nostro contributo all\u2019agenda di sviluppo post-2015 e alla lotta al cambiamento climatico.<BR><BR>La nostra azione si caratterizza per l\u2019apprezzata miscela di equilibrio, dialogo e capacit\u00e0 di ascolto degli altri e delle loro istanze. Nelle operazioni di mantenimento della pace, al nostro contributo di risorse si accompagna l\u2019apprezzamento per il metodo (\u201cthe Italian way of peacekeeping\u201d), basato su equilibrio tra gli aspetti militari e civili, contatto con le popolazioni e capacit\u00e0 professionali. Il nostro sostegno alle attivit\u00e0 di mediazione e diplomazia preventiva, anche attraverso il contributo di attori della societ\u00e0 civile quali la Comunit\u00e0 di S. Egidio, \u00e8 riconosciuto in una fase in cui le stesse Nazioni Unite esplorano il modo di favorire la prevenzione dei conflitti rispetto alla reazione ai conflitti. La promozione dei diritti umani e delle tematiche di genere \u00e8 una costante della nostra azione al Palazzo di Vetro con iniziative di elevato profilo quali la moratoria della pena di morte, il contrasto alle mutilazioni genitali femminili, la lotta contro i matrimoni precoci e forzati, la promozione del ruolo attivo delle donne. <BR><BR>Quali sono i contributi pi\u00f9 rilevanti dell\u2019Italia all\u2019azione delle Nazioni Unite<BR><BR><STRONG>(i)\u00a0Sul fronte del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale<BR><BR><\/STRONG>Siamo il primo contributore di truppe tra i Paesi occidentali.<BR><BR>Impegno di uomini, mezzi (inclusa la tecnologia, utilizzo dei droni) e idee. Corsi di formazione per personale di peacekeeping e per le Autorit\u00e0 preposte al controllo del territorio.<BR><BR>Dedichiamo particolare attenzione alla mediazione e alla prevenzione dei conflitti. Dovere morale ma anche investimento strategico. Intervenire alla radice dei mali, prevenire la crisi, richiede minori risorse che intervenire per gestire e risolvere una crisi.<BR><BR>Ci viene riconosciuta una capacit\u00e0 specifica nella conduzione delle operazioni di pace, definita the Italian way of peacekeeping basata su equilibrio tra gli aspetti militari e civili, contatto con le popolazioni e capacit\u00e0 professionali. Guidiamo UNIFIL e siamo presenti in numerose altre operazioni internazionali dall\u2019Afghanistan al Kossovo.<BR><BR><STRONG>(ii) nel settore dei diritti umani<\/STRONG> <BR><BR>Siamo tra i principali promotori della campagna contro la pena di morte nel mondo, la sfida per la tolleranza religiosa, per i diritti dei minori e in particolare dei bambini coinvolti nei conflitti armati, per i diritti delle donne, in particolare la campagna per l\u2019abbandono della pratica delle mutilazioni genitali femminili, la mobilitazione per la risoluzione contro i matrimoni precoci e forzati in Assemblea Generale; pi\u00f9 in generale il riconoscimento dell\u2019importanza del ruolo delle donne nella societ\u00e0.<BR><BR>Conduciamo una forte azione nel sostegno e promozione dello Stato di diritto (senza diritto e diritti non vi pu\u00f2 essere pace e sviluppo): ricopro la carica di Vice Presidente dell\u2019Assemblea degli Stati parte della CPI.<BR><BR><STRONG>(iii) nel settore dello sviluppo sostenibile<BR><BR><\/STRONG>Acqua, cibo, clima ed energia sono beni pubblici globali, cui l\u2019Italia \u00e8 impegnata ad assicurare uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Per poter realizzare tali obiettivi, l\u2019Italia considera una priorit\u00e0 la definizione dell\u2019Agenda post-2015 promuovendone, anche nella mia veste di Presidente della II Commissione dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, una visione condivisa e capace di associare lo sviluppo economico, sociale e ambientale alla costruzione di societ\u00e0 pacifiche, basate su istituzioni democratiche, che promuovano il principio di legalit\u00e0 e la tutela dei diritti umani. <BR><BR>Tra l\u2019altro l\u2019impegno a favore dello sviluppo dell\u2019agricoltura \u00e8 uno dei pilastri dell\u2019azione dell\u2019Italia. Il nostro contributo alla crescita sostenibile nelle aree pi\u00f9 depresse del mondo \u00e8 al centro dell\u2019EXPO 2015 (Milano, 1 maggio-31 ottobre) al quale le Nazioni Unite sono pienamente associate e parteciperanno. Il SG visiter\u00e0 Expo di Milano il prossimo ottobre.<BR><BR><STRONG>(iv) sul fronte degli interventi umanitari<\/STRONG> L\u2019Italia ha sempre mostrato grande sensibilit\u00e0 verso le popolazioni vittime di crisi umanitarie che sia a causa di situazioni di conflitto (come per es. in Siria) sia in ragione di eventi naturali (terremoti, uragani, da ultimo nel caso di Vanuatu) o pandemie (Ebola). La Cooperazione allo Sviluppo italiana consente all\u2019Italia di agire nei principali teatri di crisi umanitarie. Dalla Siria all\u2019Iraq, dal Sahel al Corno d\u2019Africa, ai Paesi colpiti dall\u2019epidemia di Ebola, l\u2019Italia lavora fianco a fianco con le Agenzie specializzate delle Nazioni Unite e con la rete di Associazioni di volontariato ed Organizzazioni non Governative. <BR><BR><STRONG>Le Nazioni Unite in Italia<\/STRONG> <BR><BR>L\u2019Italia e\u2019 il 3\u00b0 maggior polo dell\u2019ONU dopo New York e Ginevra: dal Polo Romano dell\u2019Alimentazione con la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019Alimentazione e l\u2019Agricoltura), l\u2019IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo) e il PAM (Programma Alimentare Mondiale) alla Base Logistica di Brindisi (United Nations Logistic Base\/Global Service Center), ospitiamo, dal Polo Torinese, dove opera lo Staff College centro di formazione dell\u2019intero sistema ONU.<BR><BR>Con EXPO 2015 l\u2019Italia ha ulteriormente confermato la simbiosi del rapporto con le Nazioni Unite creando le condizioni per fare ruotare una parte consistente dell\u2019evento (esterno al sistema ONU) proprio sull\u2019azione e sul ruolo dell\u2019ONU con specifico focus sulla sfida e sul tema del Cibo e dell\u2019Alimentazione. <BR><BR>Vorrei concludere accennando alla campagna per l\u2019elezione al CdS di cui l\u2019Italia \u00e8 stata in passato sei volte membro non permanente. <BR><BR>Siamo ora candidati ad un seggio per il biennio 2017-2018. Le elezioni si terranno in Assemblea Generale nel giugno 2016. <BR><BR>La campagna si fonda sul contributo che l\u2019Italia ha dato e che pu\u00f2 continuare a dare alla comunit\u00e0 internazionale: riconosciuta capacit\u00e0 di ascolto e di mediazione (anche ad opera di importanti organizzazioni della societ\u00e0 civile italiana); attivit\u00e0 di prevenzione dei conflitti e dialogo come strumento principale; conoscenza del Mediterraneo e delle sue dinamiche destinato a restare anche nei prossimi decenni al centro della politica internazionale; promozione dei diritti umani, delle libert\u00e0 fondamentali e dello Stato di diritto; la crisi libica e le sue implicazioni di sicurezza dimostrano l\u2019importanza per l\u2019Italia di essere presente nell\u2019organismo dell\u2019ONU preposto al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale<BR><BR>Cari studenti, da diversi anni ormai la Rappresentanza alle Nazioni Unite incontra centinaia, forse ormai migliaia, di voi che con grande entusiasmo partecipano ad attivit\u00e0 di simulazione di attivit\u00e0 negoziali dell\u2019ONU, come fate oggi. <BR><BR>Nell\u2019augurarvi buon lavoro per la vostra simulazione, vi incoraggio a proseguire sempre il vostro percorso con curiosit\u00e0 e apertura nei confronti del mondo, attraverso il dialogo con gli altri, l\u2019ascolto reciproco e la tolleranza come strumenti di crescita e di civilt\u00e0.<BR><BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza lo scorso 9 marzo, l\u2019Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza dell\u2019Unione Federica Mogherini ha sostenuto che il nuovo ordine globale dovr\u00e0 essere multilaterale o non sar\u00e0. 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