﻿{"id":3351,"date":"2014-09-25T19:02:14","date_gmt":"2014-09-25T17:02:14","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2014\/09\/2014-09-25-renzi-69-unga\/"},"modified":"2014-09-25T19:02:14","modified_gmt":"2014-09-25T17:02:14","slug":"2014-09-25-renzi-69-unga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2014\/09\/2014-09-25-renzi-69-unga\/","title":{"rendered":"INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, MATTEO RENZI, ALL&#8217;APERTURA DEL DIBATTITO GENERALE DELLA 69ma SESSIONE DELL&#8217;ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE (25 settembre 2014)\u00a0\r\n\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><P>Saluto questo alto consesso e desidero congratularmi per l\u2019 elezione del Presidente della 69ma Sessione dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, assicurando che nell\u2019esercizio delle Sue importanti responsabilit\u00e0 il Presidente potr\u00e0 sempre contare sul pieno sostegno dell\u2019Italia.<BR><BR><BR>* * * * *<BR><BR><BR>Avverto l\u2019emozione di parlare nei luoghi che sono la nostra risorsa piu\u2019 grande per la pace. Il futuro oggi somiglia terribilmente ad una minaccia, deve invece tornare ad essere una promessa.<BR><BR>Dag Hammarskjold diceva che il vero senso di responsabilita\u2019\u00a0 e\u2019 quello rivolto al futuro. Un\u2019intuizione che non solo e\u2019 centrale per l\u2019ONU ma che ha guidato anche i padri fondatori di un\u2019altra grande organizzione, che l\u2019Italia ha il compito di guidare in questo momento.\u00a0<BR><BR>Nel sogno dei padri fondatori dell\u2019ONU c\u2019era un nuovo slancio dell\u2019umanita\u2019 verso un futuro dominato dai principi della convivenza pacifica, del rispetto della dignit\u00e0 umana e della tolleranza.\u00a0<BR><BR>C\u2019era la volont\u00e0, come recita il preambolo della Carta delle Nazioni Unite, di \u201dpreservare le generazioni future dagli orrori della guerra\u201d. <BR><BR>La via d\u2019uscita dalle crisi non pu\u00f2 che essere politica. Il dialogo, la riconciliazione, la logica della collaborazione, in alternativa allo scontro, sono gli strumenti indispensabili per frenare l\u2019emorragia di sangue che sta causando troppi lutti e sofferenze nel Mediterraneo e in Medio Oriente, cos\u00ec come in Ucraina e in tanti Paesi africani. In questi giorni abbiamo la prova che aveva del tutto torto chi parlava di fine della storia. Ad essere finita e\u2019invece la geografia. Le crisi che viviamo sono unite da un tragico filo rosso che supera confini e continenti.<BR><BR>L\u2019Italia, proprio per la sua centralit\u00e0 geografica nel Mare Mediterraneo, \u00e8 stata nei secoli terreno di incontro tra culture diverse.\u00a0\u00a0 L\u2019Italia ha regalato al mondo l\u2019idea di civitas, di citta\u2019, e di piazza intesa come aggregazione aperta della comunita\u2019. <BR><BR>Ai Paesi della sponda sud del Mediterraneo ci lega un\u2019antica vicenda storica ed umana. Il Mediterraneo non \u00e8 un confine ma \u00e8 il cuore dell\u2019Europa. Quindi la pace e la stabilit\u00e0 nel Mediterraneo sono un obiettivo prioritario per l\u2019Italia e per l\u2019Europa, ma anche per l\u2019intera Comunit\u00e0 Internazionale, a cominciare dalle Nazioni Unite.\u00a0 Come ricordava il Sindaco di Firenze Giorgio La Pira, il Mediterraneo e\u2019 un grande \u201dLago di Tiberiade\u201d, spazio di pace tra i popoli e le religioni che si affacciano sul mare.<BR><BR>Per l\u2019Italia, l\u2019Europa e per la comunita\u2019 internazionale attraggo l\u2019attenzione sulla crisi della Libia, che deve rivestire priorita\u2019 altissima per le proprie ripercussioni vaste e gravi nell\u2019area ed oltre. Non possiamo sottovalutare questo focolaio nel cuore del Mediterraneo, che rischia di segnare il punto di non ritorno nel crinale di violenza ed instabilita\u2019 della regione. L\u2019Italia continuera\u2019 a fare la propria parte ed a chiamare a raccolta i partner internazionali.<BR><BR>Per questo sosteniamo con determinazione l\u2019avvio di un processo di riconciliazione nazionale in Libia, inclusivo e consensuale, e siamo pronti ad accompagnare l\u2019amico popolo libico in questo percorso, per scongiurare il rischio di una progressiva frammentazione del Paese e le conseguenze negative che ne scaturirebbero per la sicurezza del Nord Africa e della regione sub-sahariana. Siamo fermamente impegnati a sostenere una Libia solida e stabile, unica possibilit\u00e0 per impedire che il Paese diventi un corridoio aperto al traffico internazionale di armi ed esseri umani. Continueremo ad assicurare la nostra piena assistenza all\u2019attivit\u00e0 di mediazione portata avanti dalle Nazioni Unite e dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale in Libia. Tutti gli attori regionali e internazionali devono agire con spirito costruttivo nel facilitare l\u2019azione delle Nazioni Unite.\u00a0<BR><BR>Se non risolviamo le cause profonde dell\u2019instabilit\u00e0 e dell\u2019insicurezza continueremo ad essere i testimoni oculari di migrazioni che si trasformano spesso in tragedie umane. Il Mare Mediterraneo ha rappresentato e deve continuare a rappresentare un simbolo di vita. Non possiamo accettare che esso diventi un cimitero. Abbiamo negli\u00a0 occhi i volti dei bambini spauriti nei barconi, degli uomini che fuggono dalla violenza, di donne come Fatimada che ha partorito sua figlia sulla fregata italiana \u201dEuro\u201d nell\u2019ambito di una operazione di salvataggio.\u00a0<BR><BR>Ci presentiamo a questa Assemblea avendo salvato 80,000 mila vite umane attraverso la missione umanitaria di \u201csearch and rescue\u201d \u201cMare Nostrum\u201d.\u00a0 Ma non possiamo gestire questo fenomeno globale unicamente a livello nazionale e solo con azioni di sicurezza. Dobbiamo rafforzare il dialogo con i Paesi maggiormente interessati dai flussi migratori di origine e transito e individuare una strategia pi\u00f9 efficace per contrastare il traffico di esseri umani. Davanti a questa realt\u00e0 \u00e8 necessaria e urgente una responsabilizzazione dell\u2019intera Comunit\u00e0 Internazionale. E\u2019 doverosa una risposta da parte di tutti a questa sfida, non solo dell\u2019Italia, per la sua posizione geografica, ma anche dell\u2019Unione Europea e di tutti coloro che credono nella dignit\u00e0 e nel rispetto della vita umana.\u00a0<BR><BR>I fragili equilibri mediorientali sono attraversati dalla minaccia terroristica, che rappresenta, oggi, la sfida pi\u00f9 complessa che siamo chiamati a fronteggiare, sia sul piano globale, sia su quello regionale. L\u2019ISIS \u00e8 una minaccia terroristica, non l\u2019espressione di una religione. Poche settimane fa sono stato in un campo profughi ad Erbil, davanti allo sguardo smarrito di tante vittime del fanatismo. Ho visto che e\u2019 in corso un genocidio. Ho sentito la responsabilit\u00e0 morale, ancor prima del dovere politico, di assicurare il sostegno italiano, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite e delle prerogative del nostro Parlamento, all\u2019iniziativa della coalizione internazionale volta a contrastare tale minaccia. Solo una comunit\u00e0 internazionale unita potr\u00e0 vincere questa battaglia.<BR><BR>\u00a0Il nostro impegno nella lotta contro la minaccia terroristica proseguira\u2019 con forza e determinazione.\u00a0<BR><BR>Ho gi\u00e0 detto al Presidente Obama che la coalizione internazionale potr\u00e0 contare sul sostegno italiano per eliminare la minaccia posta dall\u2019ISIS, e sottoscrivo le sue parole di ieri in questa sala: chi parla di scontro tra civilta\u2019 sbaglia.\u00a0<BR><BR>Sono convinto che il nuovo governo iracheno di Haider al-Abadi possa segnare un punto di svolta nella gestione unitaria e inclusiva del Paese, anche per promuovere una genuina riconciliazione nazionale. <BR><BR>In Siria stiamo assistendo alla peggiore crisi umanitaria della storia recente. Circa 11 milioni di persone sono bisognose di assistenza, inclusi 6,5 milioni di sfollati dentro il Paese e 3 milioni di rifugiati nella regione. Confido nel ruolo che l\u2019Inviato Speciale dell\u2019ONU Staffan De Mistura potr\u00e0 svolgere.<BR><BR>L\u2019Italia continuer\u00e0 a contribuire alla stabilit\u00e0 della regione. Voglio in particolare ricordare il sostegno che i nostri militari assicurano alla missione di mantenimento della pace UNIFIL II dispiegata nel Sud del Libano. E colgo l\u2019occasione per ringraziare di cuore le tante donne e uomini delle Forze Armate italiane dispiegati in missioni al servizio del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Un pensiero va alle nostre forze lungamente impiegate per la stabilita\u2019 e la pace in Afghanistan.<BR><BR>Per la via del negoziato passa necessariamente anche la soluzione dell\u2019irrisolto conflitto tra palestinesi ed israeliani. Non ci stancheremo mai di lavorare per costruire la \u201dpace di Abramo\u201d. Non possiamo permetterci che questo conflitto continui ad essere una ferita aperta per la comunit\u00e0 internazionale. Il cessate il fuoco a Gaza va consolidato e rispettato, le due Parti devono ora riprendere la via del negoziato verso la soluzione dei Due Stati, anche per consentire l\u2019erogazione degli indispensabili aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Va detto con forza, e voglio che risuoni alto in questa sala: Israele non ha soltanto il diritto ma, come ho detto al Parlamento Europeo assumendo la Presidenza dell\u2019Unione, il dovere di esistere per i valori di democrazia e tolleranza che la sua comunita\u2019 rappresenta. Tutta la Comunita&#8217; internazionale, ivi inclusa l&#8217;Europa, deve accompagnare e sostenere questo processo.<BR><BR>Solo attraverso il dialogo possiamo scongiurare di ricadere in dialettiche da guerra fredda. Le tensioni ai confini orientali dell\u2019Unione Europea rischiano di mettere a repentaglio la pi\u00f9 grande conquista raggiunta dal processo di integrazione europea: un continente di pace e stabilit\u00e0.\u00a0 Il popolo ucraino ha il diritto di vedere riconosciuta l\u2019unita\u2019 del suo territorio di fronte ad un\u2019aggressione che ne ha violato l\u2019integrita\u2019. <BR><BR>La crisi in Ucraina ci ha posto di fronte a sfide inaspettate: la prospettiva di un nuovo conflitto nel cuore dell\u2019Europa.\u00a0 Rivolgo un appello al raggiungimento di una rapida soluzione, nell\u2019interesse di tutti i cittadini ucraini e nell\u2019auspicio di un superamento delle tensioni con la Federazione Russa, che mi auguro possa tornare a esercitare il suo ruolo di attore globale, contribuendo positivamente alla pace e alla sicurezza internazionali. La comunita\u2019 internazionale ha bisogno della Russia. Il mio illustre concitaddino Nicolo\u2019 Machiavelli diceva:<BR><BR>Sapere nella guerra conoscere l&#8217;occasione e pigliarla, giova pi\u00f9 che niuna altra cosa: lo stesso vale oggi per costruire la pace.<BR><BR>Dialogo e riconciliazione sono indispensabili strumenti per una pace duratura anche nel continente africano. In Sud Sudan, attraverso il sostegno &#8211; che l\u2019Italia non ha mai fatto mancare &#8211; ai negoziati favoriti dall\u2019IGAD (Intergovernmental Authority on Development in Eastern Africa). In Sudan, dove occorre promuovere la riconciliazione incoraggiando il dialogo con l\u2019opposizione e i gruppi presenti nelle regioni periferiche. In Somalia, il cui processo di stabilizzazione richiede una particolare attenzione a fronte della sfida con cui si confronta il Governo Federale somalo, in collaborazione con le Autorit\u00e0 regionali, per consentire l\u2019approvazione di una Costituzione nazionale entro il 2015 e la tenuta di elezioni generali nel 2016, con l\u2019obiettivo prioritario di sconfiggere definitivamente gli Al-Shabaab. L\u2019Italia e\u2019 seriamente preoccupata anche dalla situazione nella regione del Sahel e intende incoraggiare il coordinamento degli interventi internazionali e regionali volti a contrastare le violazioni dei diritti umani e la diffusione dell\u2019estremismo, specialmente nella Repubblica Centro-Africana e in Nigeria.<BR><BR>Mai come oggi, unit\u00e0 e cooperazione sono le parole d\u2019ordine per fronteggiare la sfida rappresentata dal virus dell\u2019Ebola e dalle sue drammatiche conseguenze umanitarie, sociali ed economiche. Colgo quest\u2019occasione per rinnovare la mia sentita solidariet\u00e0 ai Paesi africani colpiti da tale emergenza e per esprimere tutto il mio pi\u00f9 sincero apprezzamento per l\u2019impegno con cui il Segretario Generale sta fornendo ogni dovuta assistenza ai Paesi colpiti da questo flagello. Ma anche per rendere tributo allo straordinario coraggio e dedizione di centinaia di operatori sanitari che ogni giorno rischiano la vita. In risposta all\u2019Appello regionale lanciato dall\u2019OMS, l\u2019Italia ha destinato risorse al rafforzamento delle capacit\u00e0 delle Autorit\u00e0 Sanitarie locali e nuove iniziative umanitarie potranno essere realizzate nei prossimi mesi. In qualit\u00e0 di Presidenza del Consiglio dell\u2019UE, siamo impegnati in uno sforzo diretto a mobilitare risorse, elevare il livello di attenzione e promuovere un\u2019azione collettiva da parte degli Stati Membri dell\u2019UE.\u00a0<BR><BR>Quando i diritti umani sono violati e le libert\u00e0 fondamentali negate, \u00e8 la stessa pace tra i popoli ad essere messa in discussione. L\u2019Italia ha da sempre attribuito priorit\u00e0 ai diritti umani specie delle persone pi\u00f9 vulnerabili, come le donne e i bambini e gli appartenenti alle minoranze. La nostra lotta alle discriminiazioni religiose, in un continente che, dobbiamo prometterci solennemente, non deve piu\u2019 rivivere i fantasmi dell\u2019antisemitismo, non deve conoscere quartiere, perche\u2019 e\u2019 un elemento fondamentale del ripudio di ogni visione della fede che ispiri violenza anziche\u2019 pace. Le stragi di cristiani verificatisi in un tragico crescendo sono una ferita per tutta l\u2019umanita\u2019.<BR><BR>All\u2019uguaglianza di genere sto dedicando una parte importante della mia agenda politica, convinto come sono della sua centralita\u2019.\u00a0 Non e\u2019 semplicemente un valore da difendere ma una scelta precisa da attuare, come fatto ad esempio costruendo un Governo italiano composto a meta\u2019 da uomini e da donne. La sessione dell\u2019Assemblea Generale che ci troviamo ad aprire coincider\u00e0 poi con la presentazione di una nuova risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali. Mi auguro che il fronte dei Paesi che hanno scelto di sostenerla continui a crescere.\u00a0 Lo ricordo anche pensando alla mia esperienza di Sindaco della citta\u2019 di Firenze, che per prima ha abolito la pena di morte nel 1786. Era per me Sindaco motivo di orgoglio ogni mattina, salendo le scale di Palazzo Vecchio. Non aggiungiamo barbarie alla barbarie.<BR><BR>Alle generazioni future dovremo assicurare un modello di societ\u00e0 che affianchi all\u2019ideale della pace e della sicurezza quello, altrettanto importante, della giustizia sociale e dell\u2019eliminazione delle diseguaglianze. In Europa, si pone come prioritario il tema della crescita, dell\u2019occupazione e della competitivit\u00e0. Desidero ringraziare il Segretario Generale Ban Ki-moon per la tempestiva convocazione del Summit sul clima, in vista di un accordo globale soddisfacente e condiviso alla Conferenza di Parigi nel dicembre 2015. L&#8217;obiettivo principale \u00e8 garantire che l&#8217;innalzamento della temperatura resti al di sotto di 2\u00b0C. Ora deve essere tradotto in realt\u00e0, con il contributo di tutti.\u00a0\u00a0 Questa priorita\u2019 non riguarda solo il tema del clima ma anche una straordinaria opportunita\u2019 per l\u2019occupazione ed i posti di lavoro verdi: le nuove tecnologie che cambiano il mondo e la nostra relazione con l\u2019ambiente sono portatrici di occasioni per ripensare il nostro rapporto con il lavoro. Per cogliere queste opportunita\u2019 non dobbiamo stancarci di investire sull\u2019educazione, sulla formazione, l\u2019istruzione delle giovani generazioni quale chiave fondamentale per trasformare il nostro futuro. Questa e\u2019 la priorita\u2019 delle priorita\u2019, la nostra scommessa chiave per dare un senso al lavoro che facciamo e consentire che porti dei frutti, in linea con l\u2019 iniziativa dell\u2019ONU Education for All.<BR><BR>Il 2015 sar\u00e0 un anno di grandi aspettative per le Nazioni Unite. Attendiamo l\u2019adozione di una nuova Agenda per lo Sviluppo, che istituisca un nuovo Partenariato Globale per lo sviluppo sostenibile fondato sui principi fondamentali di trasparenza reciproca, fiducia e \u201caccountability\u201d. Il prossimo anno, l&#8217;Expo 2015 di Milano, con il suo tema &#8220;Feeding the planet, Energy for life&#8221;, costituir\u00e0 un&#8217;occasione unica per approfondire il dibattito sugli approcci e le strategie nel settore dell&#8217;agricoltura sostenibile e della sicurezza alimentare e nutrizionale. L\u2019Expo 2015 Milano sar\u00e0 un grande laboratorio nel quale ben 147 Partecipanti Ufficiali, incluso il sistema ONU, potranno presentare idee, esperienze, \u201cbest practices\u201d, soluzioni tecniche o scientifiche. Avremo l\u2019opportunit\u00e0 di stabilire \u201cun ponte\u201d tra il negoziato internazionale sulla nuova agenda per lo sviluppo e i nostri cittadini, nella consapevolezza che le grandi sfide globali richiedono tanto decisioni politiche quanto scelte individuali. <BR><BR>La crescita sostenibile sara\u2019 al centro anche del 10\u00b0 Vertice ASEM, principale foro di dialogo tra Europa e Asia, che avra\u2019 luogo a Milano il 16-17 ottobre prossimi.<BR><BR>Non possiamo dimenticare che la nostra risposta alle sfide globali assume una nuova incarnazione nella societa\u2019 della rete. Una rete che vogliamo aperta e diversificata, su cui l\u2019Italia si impegna assiduamente per un\u2019Internet Governance che rifletta la liberta\u2019 d\u2019espressione, la neutralita\u2019 della rete e la diversita\u2019 culturale (Net Mundial).<BR><BR>Le sfide attuali rendono urgente e necessaria anche la riforma del Consiglio di Sicurezza, per renderlo maggiormente rappresentativo, efficace, trasparente e in grado di rendere conto ai membri delle Nazioni Unite. Ma le opinioni sul come raggiungere tali obiettivi continuano a divergere. Occorre quindi ridurre le distanze tra i diversi modelli di riforma. <BR><BR>Il Gruppo \u201cUniting for Consensus\u201d continua a ritenere che la creazione di nuovi seggi permanenti nazionali comprometterebbe il raggiungimento di tali obiettivi e ribadisce la propria disponibilita\u2019 a lavorare per una soluzione di compromesso, nell\u2019interesse dell\u2019intera membership.\u00a0<BR><BR>Il semestre di Presidenza italiana dell\u2019Unione Europea mi offre l\u2019occasione per un\u2019ultima riflessione sul ruolo della cooperazione tra l\u2019ONU ed altre organizzazioni internazionali e regionali, tra cui l\u2019Unione Europea, per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, e per il benessere delle generazioni future. Abbiamo dinanzi ai nostri occhi grandi sfide, a volte drammatiche. Non possiamo affrontarle da soli. Dobbiamo agire insieme.\u00a0<BR><BR>Questa sala, appena restaurata in tutta la sua magnificenza, \u00e8 la pi\u00f9 straordinaria incarnazione nella storia dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2018\u201cagire insieme\u201c. Questo \u00e8 anche il modo in cui \u00e8 stata concepita l\u2019Unione Europea dai suoi padri fondatori: innanzitutto come un\u2019unit\u00e0 di principi e di valori comuni, di libert\u00e0, di tutela della dignit\u00e0 umana, per difendere i quali abbiamo deciso di mettere insieme le forze. L\u2019attivo coinvolgimento delle organizzazioni internazionali e regionali nelle crisi internazionali, il contributo che esse sono in grado di dare per il bene dell\u2019umanit\u00e0, sono il pi\u00f9 formidabile strumento del quale dispone il nostro tempo. Ed \u00e8 proprio sull\u2019azione sinergica e di mutuo rafforzamento tra l\u2019ONU e l\u2019UE in tutti i settori che l\u2019Italia, anche oltre il semestre di Presidenza, continuer\u00e0 ad impegnarsi.\u00a0\u00a0\u00a0<BR><BR>L\u2019Unione Europea deve tornare ad essere se\u2019 stessa, corrispondendo alla propria vocazione piu\u2019 profonda. Quando l\u2019Unione ha perso di vista la propria identita\u2019, fatta di dialogo e di visione, ha conosciuto pagine tragiche. Nel centenario della I guerra mondiale, guerra civile europea, ricordo quello che ha significato Srebrenica per la mia generazione\u00a0 e dico mai piu\u2019 violenza nel cuore dell\u2019Europa, e mai piu\u2019 un\u2019Europa senza visione del proprio ruolo nel mondo e per il futuro.\u00a0<BR><BR>Echeggiano attuali piu\u2019 che mai le parole di Dag Hammarskjold sul senso di responsabilita\u2019. Se non ci e\u2019 dato scegliere la cornice nella quale ci muoviamo, la cornice del nostro destino, cio\u2019 che vi mettiamo dentro e\u2019 nostro.<BR><BR>Grazie.<BR><BR><\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P><BR>\u00a0<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Saluto questo alto consesso e desidero congratularmi per l\u2019 elezione del Presidente della 69ma Sessione dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, assicurando che nell\u2019esercizio delle Sue importanti responsabilit\u00e0 il Presidente potr\u00e0 sempre contare sul pieno sostegno dell\u2019Italia.* * * * *Avverto l\u2019emozione di parlare nei luoghi che sono la nostra risorsa piu\u2019 grande per la pace. 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