﻿{"id":3981,"date":"2022-12-09T18:11:37","date_gmt":"2022-12-09T17:11:37","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/?p=3981"},"modified":"2025-03-03T15:57:33","modified_gmt":"2025-03-03T14:57:33","slug":"la-guerra-riaccende-la-faida-tra-sud-del-mondo-e-occidente-intervista-del-rappresentante-permanente-ambasciatore-massari-con-la-rivista-limes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2022\/12\/la-guerra-riaccende-la-faida-tra-sud-del-mondo-e-occidente-intervista-del-rappresentante-permanente-ambasciatore-massari-con-la-rivista-limes\/","title":{"rendered":"\u2018La guerra riaccende la faida tra Sud del mondo e Occidente\u2019, intervista del Rappresentante Permanente, Ambasciatore Massari con la rivista Limes"},"content":{"rendered":"<div class=\"sommario\">\n<p><strong>Conversazione con l\u2019ambasciatore Maurizio Massari, rappresentante permanente dell\u2019Italia all\u2019Onu<em>.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"autori\">\n<p>a cura di Lucio Caracciolo<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"p5\"><strong>LIMES\u00a0Con la guerra d\u2019Ucraina \u00e8 emerso un nuovo divario tra l\u2019Occidente canonico e il resto del mondo all\u2019interno delle Nazioni Unite?<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"p5\"><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>Il conflitto in corso ha complicato\u00a0il rapporto tra Occidente e Sud globale. A causa della sostanziale paralisi del Consiglio di sicurezza, l\u2019Assemblea Generale ha adottato finora diverse risoluzioni. Tre di queste sono passate a grande maggioranza (oltre 140 voti favorevoli) per l\u2019evidente violazione della Carta delle Nazioni Unite circa l\u2019integrit\u00e0 territoriale, la difesa della sovranit\u00e0 e l\u2019indipendenza degli Stati. La prima deplora l\u2019azione militare di Mosca contro Kiev, la seconda chiede la facilitazione dell\u2019intervento umanitario Onu in territorio ucraino, la terza condanna i referendum farsa sull\u2019annessione di quattro regioni ucraine da parte della Russia.<\/p>\n<p>Questa ampia maggioranza, tuttavia, non elimina le forti divisioni e le diverse sensibilit\u00e0 sulla guerra. Ad esempio, in occasione del voto per la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani o per l\u2019apertura di un registro per i danni di guerra il numero dei favorevoli \u00e8 calato (solo 93). I paesi del Sud globale non vogliono che si creino precedenti potenzialmente pericolosi nel caso in cui si trovassero essi stessi in situazioni critiche.<\/p>\n<p>A differenza dell\u2019Occidente che considera questo il conflitto principale del nostro momento storico, il Sud globale lo vede solo come uno dei tanti e ne teme soprattutto le ripercussioni economiche, sociali ed energetiche. Questi paesi invocano quindi una forte azione diplomatica che metta fine alla guerra, motivo per cui l\u2019Assemblea ha inserito nella risoluzione sui referendum farsa un paragrafo che sottolinea proprio la necessit\u00e0 di una risoluzione in tal senso.<\/p>\n<p>Separatamente, il risentimento latente di questa parte di mondo imputa all\u2019Occidente di utilizzare doppi standard sui conflitti e sulle violazioni dei diritti. A partire dal 24 febbraio scorso i paesi occidentali sono anche rimproverati\u00a0di essersi distratti dall\u2019impegno su questioni pi\u00f9 pressanti per il resto dei paesi come l\u2019emergenza climatica, la sicurezza alimentare e il debito nazionale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES\u00a0Lo stallo del Consiglio di sicurezza mette a nudo l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Onu di intervenire in questa guerra. L\u2019organizzazione \u00e8 all\u2019altezza dei tempi oppure va cambiata?<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>Il blocco del Consiglio sulla questione ucraina era scontato in quanto uno dei membri permanenti con diritto di veto, la Russia, \u00e8 parte in causa del conflitto. Eppure in questi mesi i cinque membri permanenti hanno comunque adottato risoluzioni importanti, come\u00a0il rinnovo dei mandati di quasi tutte le missioni di pace.<\/p>\n<p>Mosca ha approvato il rinnovo della missione in Libia per un anno e non per un semestre come accadeva in precedenza. Questo perch\u00e9 il consigliere speciale del Segretario generale per la Libia, l\u2019americana Stephanie Williams, sgradita ai russi, ha terminato il suo incarico ed \u00e8 stata sostituita dal senegalese Abdoulaye Bathily. Si pensava anche che Mosca si sarebbe opposta al rinnovo della missione a guida europea in Bosnia, \u201c<em>Althea\u201d.\u00a0<\/em>Invece ha dato il via libera<em>\u00a0<\/em>anche per evitare che una mancata riconferma\u00a0potesse preludere a un coinvolgimento diretto della Nato. La missione sul contrasto alla pirateria nel Golfo di Guinea che non veniva rinnovata da dieci anni \u00e8 stata altres\u00ec approvata a fine novembre.<\/p>\n<p>Per i russi il Consiglio di sicurezza incarna il concerto massimo delle potenze. Se cessasse di funzionare, Mosca vedrebbe negata la sua concezione di\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0globale, intesa come\u00a0gestione degli affari internazionali. Il suo interesse a mantenerlo operativo \u00e8 quindi evidente. Ci\u00f2 detto, qualcosa deve cambiare. Il dibattito sulla riforma del Consiglio si \u00e8 riattivato con maggiore\u00a0intensit\u00e0, soprattutto perch\u00e9 paesi come l\u2019India, il Brasile e quelli africani rivendicano un ammodernamento della sua composizione.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES\u00a0Per i cinque membri permanenti il tempo sembra fermo alla fine della seconda guerra mondiale. \u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>S\u00ec, ma non solo. La questione \u00e8 come riformare la composizione del Consiglio di sicurezza e in prospettiva altri consessi come il G20. Su quest\u2019ultimo vertice, ad esempio, pende una richiesta dell\u2019Unione Africana di ottenere\u00a0rappresentanza.\u00a0Il tema correlato riguarda proprio l\u2019Africa che nel G20 \u00e8 presente solo attraverso il posto assegnato al Sudafrica. Bench\u00e9 nel 2030 raggiunger\u00e0 i 2 miliardi e mezzo di abitanti, il continente si trova ancora estromesso dai meccanismi della\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0globale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES<\/strong>\u00a0<strong>Com\u2019\u00e8 percepita alle Nazioni Unite la posizione cinese su questa guerra?<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>Soprattutto negli ultimi mesi la Cina ha chiarito di non volere questo conflitto per via dell\u2019instabilit\u00e0 generata sul piano economico globale, sulle catene di approvvigionamento, sul disaccoppiamento (<em>decoupling<\/em>), eccetera. Pechino ha palesato il suo disagio in maniera pi\u00f9 insistente a partire dal vertice di Samarcanda fino all\u2019ultimo G20.<\/p>\n<p>La Repubblica Popolare ha per\u00f2 lasciato intendere di non considerare la sua leva sulla Russia sufficientemente forte per convincere Vladimir Putin a sedersi al tavolo delle trattative. La domanda \u00e8 se si tratta davvero di una mancanza di influenza o piuttosto se la partnership tra Russia e Cina viene vista\u00a0da Pechino come una leva nella competizione con l\u2019Occidente. Malgrado i suoi limiti, l\u2019intesa con Mosca serve a Pechino almeno fino a quando i termini della rivalit\u00e0 con Washington non saranno precisati. Non credo che la Cina abbia ora particolare interesse a distaccarsi dal sodalizio con la Russia.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES<\/strong>\u00a0<strong>Chi sta svolgendo un ruolo inatteso in questa sfida \u00e8 l\u2019India. \u00c8 diventata un pezzo grosso?<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>Assolutamente s\u00ec, e probabilmente non \u00e8 il tipo di attore che l\u2019Occidente si auspicava potesse essere. Nuova Delhi pensa a s\u00e9 stessa come una grande potenza che si fa portavoce di un\u2019agenda \u201csviluppista\u201d per il Sud globale basata sulla revisione delle regole dell\u2019ordine economico mondiale e dell\u2019architettura finanziaria internazionale. Come membro non permanente nel Consiglio di sicurezza, l\u2019India in questo biennio ha dimostrato di essere una democrazia spiccatamente sovranista, con una politica estera che risponde al proprio interesse nazionale e che non aderisce necessariamente alle posizioni occidentali. Tant\u2019\u00e8 vero che si \u00e8 sempre astenuta dal votare le risoluzioni sull\u2019Ucraina e non applica le sanzioni alla Russia. Al contrario, vi intrattiene relazioni sul piano energetico e della cooperazione militare.<\/p>\n<p>Su tante altre questioni dibattute all\u2019interno del Consiglio, ad esempio sul Myanmar, l\u2019India si \u00e8 schierata con russi e cinesi, contrariamente alle aspettative iniziali dell\u2019Occidente. Inoltre, mentre i paesi occidentali cercano di introdurre delle discussioni formali in Consiglio sul nesso sempre pi\u00f9 attuale tra clima e sicurezza, l\u2019India, il Brasile, la Cina e la Russia respingono questo legame.<\/p>\n<p>Parallelamente, l\u2019India reclama con crescente assertivit\u00e0 un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza facendo leva sul suo peso demografico ed economico. Questo \u00e8 un tema delicato perch\u00e9 sia Nuova Delhi sia Pechino figurano tra i paesi in via di sviluppo (<em>devoloping countries<\/em>). Eppure, l\u2019India diventer\u00e0 nel prossimo decennio il paese pi\u00f9 popoloso del pianeta ed \u00e8 da poco diventata la quinta potenza economica mondiale, superando il Regno Unito. La Cina \u00e8 gi\u00e0 la seconda al mondo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES<\/strong>\u00a0<strong>Insomma abbiamo delle categorie un po\u2019 vetuste.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>S\u00ec.\u00a0Sebbene l\u2019Occidente metta a disposizione una grande quantit\u00e0 di risorse per ridurre il divario tra Nord e Sud del mondo, questa contrapposizione non corrisponde pi\u00f9 alla realt\u00e0 di potenza in via di formazione.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES\u00a0All\u2019interno dell\u2019Onu che ruolo svolgono i Bric? Esistono?<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>I Bric non esistono come gruppo costituito, ma esistono di fatto in quanto India, Cina, Russia e Brasile adottano spesso un approccio comune su molti dossier, ad esempio sulla questione climatica e securitaria e sul principio di non ingerenza nel conflitto interno al Myanmar. Su queste potenze economiche e demografiche c\u2019\u00e8 un malinteso di fondo da chiarire: paesi come India e Brasile, pur essendo delle democrazie, non sposano necessariamente le priorit\u00e0 occidentali.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES\u00a0A che punto \u00e8 la storica battaglia dell\u2019Italia per impedire che Germania e Giappone entrino nel Consiglio di sicurezza come membri permanenti?<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI\u00a0<\/strong>Procede, sempre meno in sordina. La paralisi del Consiglio per via del conflitto russo-ucraino ha rinvigorito le voci in favore di una sua riforma a partire dai quattro paesi che rivendicano un seggio permanente: la Germania, il Giappone, il Brasile, ma soprattutto l\u2019India. Anche i paesi africani, da parte loro, chiedono due seggi permanenti e\u00a0insistono sulla necessit\u00e0 di ottenere il diritto di veto, in base al principio di pari dignit\u00e0 con gli attuali cinque membri permanenti.<\/p>\n<p>La questione principale rimane il diritto di veto perch\u00e9 aggiungendo altri membri permanenti con diritto di veto non si risolve la paralisi del Consiglio, anzi la si complica. La proposta italiana \u2013 sostenuta da un ampio numero di paesi come Canada, Corea del Sud, Turchia, Spagna, Argentina e Messico \u2013\u00a0non \u00e8 diretta contro nessun specifico paese. Vuole invece rispondere all\u2019esigenza di maggiore rappresentativit\u00e0 di Africa, Asia e America Latina, allargando il Consiglio attraverso seggi non permanenti. Cos\u00ec evitando la creazione di nuovi privilegi (ovvero di altri diritti di veto) che bloccherebbero ulteriormente l\u2019attivit\u00e0 del Consiglio. Per i paesi pi\u00f9 ambiziosi, la nostra idea prevede la possibilit\u00e0 di seggi con un mandato pi\u00f9 esteso, nonch\u00e9 la rieleggibilit\u00e0 fino anche a otto anni continuativi.<\/p>\n<p>Il criterio della elezione \u00e8 la scriminante fondamentale. Se un paese \u00e8 eletto dai 193 paesi dell\u2019Assemblea Generale sar\u00e0 responsabile di fronte all\u2019intero consesso delle nazioni, mentre se diventa membro permanente risponder\u00e0 solo a s\u00e9 stesso. L\u2019Italia spera che l\u2019elemento di realismo e democrazia insito nella sua proposta possa costituire la zona di atterraggio di questo lunghissimo dibattito. Anche perch\u00e9, ricordiamolo, la maggioranza dei membri permanenti non \u00e8 disposta ad aumentare il numero dei componenti permanenti del Consiglio con eguale diritto di veto.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>LIMES<\/strong>\u00a0<strong>Ci\u00f2 significa che c\u2019\u00e8 qualcuno tra loro disposto ad allargarlo?<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>MASSARI<\/strong>\u00a0Francia e Regno Unito si sono espressi apertamente in favore delle rivendicazioni sull\u2019allargamento del Consiglio a nuovi membri permanenti dei paesi del G4. Recentemente anche gli Stati Uniti si sono detti pi\u00f9 favorevoli alle aspirazioni dei paesi del G4 e dell\u2019Africa a divenire membri permanenti, facendo tuttavia intendere di non volere alterare gli attuali equilibri sul diritto di veto. Russia e Cina hanno invece un approccio pi\u00f9 selettivo, seppur diverso anche tra loro.\u00a0In generale\u00a0c\u2019\u00e8 cautela da\u00a0parte di tutti cinque gli Stati\u00a0sul tema dell\u2019attribuzione del diritto di veto a potenziali nuovi membri permanenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Link all&#8217;intervista: <a href=\"https:\/\/www.limesonline.com\/la-guerra-riaccende-la-faida-tra-sud-del-mondo-e-occidente\/130295?__vfz=medium%3Dsharebar\">https:\/\/www.limesonline.com\/la-guerra-riaccende-la-faida-tra-sud-del-mondo-e-occidente\/130295?__vfz=medium%3Dsharebar<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Conversazione con l\u2019ambasciatore Maurizio Massari, rappresentante permanente dell\u2019Italia all\u2019Onu. a cura di Lucio Caracciolo LIMES\u00a0Con la guerra d\u2019Ucraina \u00e8 emerso un nuovo divario tra l\u2019Occidente canonico e il resto del mondo all\u2019interno delle Nazioni Unite? 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