﻿{"id":6451,"date":"2024-05-07T19:10:54","date_gmt":"2024-05-07T17:10:54","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/?p=6451"},"modified":"2024-05-07T19:10:54","modified_gmt":"2024-05-07T17:10:54","slug":"intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-allassemblea-generale-delle-nazioni-unite-italia-nazioni-unite-e-multilateralismo-per-affrontare-le-sfide-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2024\/05\/intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-allassemblea-generale-delle-nazioni-unite-italia-nazioni-unite-e-multilateralismo-per-affrontare-le-sfide-comuni\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite: \u201cItalia, Nazioni Unite e multilateralismo per affrontare le sfide comuni\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-md-8\">\n<div id=\"content\" class=\"row\">\n<div class=\"testo col-sm-12\">\n<div class=\"redazione\">\n<p>Signor Presidente dell\u2019Assemblea Generale,<\/p>\n<p>Signor Segretario Generale,<\/p>\n<p>Signori Rappresentanti Permanenti,<\/p>\n<p>apprezzo molto l\u2019opportunit\u00e0 di potermi rivolgere a Voi, in quest\u2019Aula, luogo simbolico dell\u2019incontro delle volont\u00e0 dei popoli, a poco pi\u00f9 di un anno dall\u2019ottantesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite e dal settantesimo dell\u2019ingresso dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>L\u2019aspirazione della Repubblica Italiana appena nata ad aderire all\u2019Onu rifletteva la nostra vocazione al multilateralismo e sono lieto di poter riaffermare oggi, di fronte a Voi, la determinazione dell\u2019Italia a collaborare alla costituzione di un mondo pi\u00f9 giusto, sicuro e sostenibile, in cui ogni popolo e ogni persona possano ottenere pieno riconoscimento dei propri diritti.<\/p>\n<p>Nel 1955 l\u2019Italia, libera dalle macerie del regime fascista e risorta dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale con la scelta repubblicana, venne finalmente accolta &#8211; a dieci anni dalla loro istituzione &#8211; nelle Nazioni Unite, a conclusione di un percorso lungo e complesso.<\/p>\n<p>Visto da Roma, l\u2019esito della richiesta di adesione non avrebbe potuto essere diverso, perch\u00e9 i principi fondamentali della Costituzione del 1948 della Repubblica Italiana corrispondono, per molti versi, a quelli che ispirano la Carta delle Nazioni Unite, condividendone gli obiettivi.<\/p>\n<p>Con la ferma volont\u00e0 di non ripetere errori del passato, l\u2019Assemblea costituente italiana aveva, infatti, inserito espressamente norme che consentono limitazioni di sovranit\u00e0 \u201cin condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati\u2026necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni\u201d, oltre a promuovere e favorire \u201cle organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del multilateralismo ha rappresentato il pilastro fondamentale della nostra politica estera e con orgoglio accogliamo sul nostro territorio uffici e strutture delle Nazioni Unite, da Torino a Roma, da Firenze a Trieste, a Brindisi.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>la sensibilit\u00e0 della Repubblica Italiana a favore della pace, per la promozione della dignit\u00e0 umana e dei valori universali, si esprime nell\u2019azione costante a sostegno dei dialoghi e dei processi di stabilizzazione post-conflitto, per i diritti dei giovani e delle donne \u2013 in particolare in quelle situazioni di pi\u00f9 grave discriminazione, e non posso fare a meno di citare la condizione delle donne afghane e di quelle iraniane &#8211; e nel supporto alla campagna a favore dell\u2019abolizione della pena di morte.<\/p>\n<p>Non meno significativo \u00e8 il concorso in termini finanziari e di risorse umane ai programmi dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>L\u2019Italia assicura anche la presenza di contingenti civili e di contingenti militari per i programmi di sviluppo e per le operazioni di mantenimento della pace in varie parti del mondo, spesso in scenari complessi e sensibili, a cominciare dalla missione Unifil, al confine fra Libano e Israele.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha comportato l\u2019assunzione di rischi e, purtroppo, a volte, la perdita di vite umane.<\/p>\n<p>I militari e i civili italiani vittime in Paesi martoriati da conflitti interni in Medio Oriente e in Africa nella ricerca della pace &#8211; a partire dai tredici aviatori, in missione dell\u2019Onu, massacrati nei pressi di Kindu, in Congo, nel 1961 &#8211; sono numerosi e desidero qui onorare il loro ricordo.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>il multilateralismo che ispira il ruolo italiano nel mondo trova naturalmente espressione anche in altri contesti, dall\u2019Unione Europea, di cui siamo stati tra i Paesi fondatori, alle relazioni transatlantiche, nell\u2019ambito di organizzazioni di autodifesa, nel G7 e nel G20, nelle altre organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p>In tutti questi ambiti, l\u2019Italia opera per il dialogo.<\/p>\n<p>La sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, la sua storia, la sua cultura, ne fanno un ponte naturale tra popoli, Paesi e civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Le prove globali che tutti affrontiamo richiedono una risposta collettiva e ordinata da parte della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>In questo quadro, l&#8217;Onu \u00e8 l&#8217;istituzione-piattaforma universale, inclusiva e legittima per affrontare queste sfide.<\/p>\n<p>Si odono critiche, legittime e talvolta non infondate, circa il funzionamento delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Tutti vorremmo di pi\u00f9 dal sistema onusiano, senza tuttavia sovente essere disposti, a nostra volta, a dare di pi\u00f9, affidandogli compiti, responsabilit\u00e0 e mezzi in grado di potenziarne l\u2019efficacia di azione, senza essere sottoposti al gioco di veti reciproci che rischia di paralizzarne la vita.<\/p>\n<p>Nella storia dell\u2019umanit\u00e0 un\u2019impresa come quella delle Nazioni Unite sorge per superare il gioco a \u201csomma zero\u201d che caratterizzava i rapporti fra le nazioni, basato sulla regola che, per vincere, occorreva che qualcun altro perdesse.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 divenuto vincere tutti. Insieme.<\/p>\n<p>L\u2019Onu nasce sulla spinta di vicende storiche drammatiche che, provocando morte e immani distruzioni, hanno spinto governi e nazioni a interrogarsi su come evitare che le conferenze internazionali seguite ai vari conflitti divenissero semplicemente un modo per regolare rapporti di forza \u2013 prodromi spesso alla guerra successiva &#8211; e non esercizi di futuro.<\/p>\n<p>L\u2019Onu nasce per sostituire la logica della collaborazione e del rispetto a quella della sopraffazione.<\/p>\n<p>La Carta delle Nazioni Unite, che ha fatto seguito alla Conferenza di San Francisco, stabil\u00ec con grande lungimiranza principi fondamentali: il rispetto per la sovranit\u00e0 nazionale, il diritto all&#8217;autodeterminazione dei popoli, l&#8217;obbligo di risolvere le controversie internazionali mediante mezzi pacifici, il rispetto per i diritti umani e per la dignit\u00e0 delle persone, senza distinzione di etnia, religione oppure origine sociale.<\/p>\n<p>La Carta, assieme alla Dichiarazione dei Diritti dell\u2019Uomo del 1948, \u00e8 fondamento della convivenza tra i popoli. Un\u2019esigenza riflessa nel suo obiettivo primario: il mantenimento della pace.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>spinte vetero-nazionalistiche, pulsioni neo-imperialiste se non neo-colonialiste, competizione tra potenze in luogo di cooperazione, ripropongono una polarizzazione del sistema internazionale che nuoce alla libert\u00e0 e alla parit\u00e0 delle relazioni tra gli Stati e i popoli e mette a rischio la pace.<\/p>\n<p>E\u2019 pi\u00f9 importante che mai, allora, rafforzare le istituzioni multilaterali, a cominciare dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>L\u2019aggressione mossa dalla Federazione Russa all\u2019Ucraina contraddice le ragioni fondanti dell\u2019Onu ed \u00e8 ancora pi\u00f9 grave in quanto proveniente da uno dei Paesi su cui ricadono maggiori responsabilit\u00e0 nella comunit\u00e0 internazionale, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>La difesa dell\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina, Paese fondatore delle Nazioni Unite, ha visto impegnata l\u2019Italia, assieme a tanti altri partner internazionali, per l\u2019affermazione del diritto internazionale e del principio per il quale va offerta solidariet\u00e0 alle nazioni aggredite da atti di prepotenza che intendono sostituire il diritto con la forza militare.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto viene richiesto dall\u2019art.51 della Carta dell\u2019Onu che dispone il diritto all\u2019autodifesa.<\/p>\n<p>Uno Stato &#8211; per quanto potente, per quanto dotato di un minaccioso arsenale nucleare \u2013 non pu\u00f2 pensare di violare, senza sanzioni, principi come quelli della sovranit\u00e0, dell\u2019integrit\u00e0 territoriale e dell\u2019indipendenza di un altro Paese.<\/p>\n<p>La Russia si \u00e8 assunta la grande responsabilit\u00e0 &#8211; storica &#8211; di avere ricondotto la guerra nel cuore del continente europeo.<\/p>\n<p>L\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, peraltro, non \u00e8 un mero conflitto regionale. Non foss\u2019altro perch\u00e9 ad esserne protagonista \u00e8 una potenza che ambisce a esercitare influenza e ruolo globali, che derivano dall\u2019ineludibile responsabilit\u00e0 di essere &#8211; come ho ricordato &#8211; membro permanente del Consiglio di Sicurezza e che nessuno intende ignorare. Ciascun suo gesto \u00e8 moltiplicatore di effetti.<\/p>\n<p>Le Nazioni Unite hanno attraversato, a lungo, momenti di difficile operativit\u00e0, paralizzate come erano dalla contrapposizione della \u201cguerra fredda\u201d.<\/p>\n<p>La caduta della \u201ccortina di ferro\u201d apr\u00ec nuove prospettive, favorite anche dal dialogo propiziato dagli accordi di Helsinki del 1975 che condussero all\u2019articolazione di un\u2019organizzazione per la sicurezza e la cooperazione del continente europeo, nella cui efficacia furono pochi, peraltro, purtroppo, a investire.<\/p>\n<p>Ora Mosca pretende di riportare indietro le lancette della storia, e ha avviato una nuova corsa agli armamenti.<\/p>\n<p>Gli effetti della crisi in Europa si riflettono a livello globale. Nel rallentamento dell\u2019agenda degli impegni per la salvaguardia del pianeta, sul terreno dell\u2019energia e, in modo ancora pi\u00f9 critico, sul tema delle risorse alimentari.<\/p>\n<p>La Fao e le altre agenzie del polo agro-alimentare dell\u2019Onu a Roma hanno contribuito a far compiere contro la fame nel mondo passi da gigante nell\u2019ultimo decennio. Risultati contraddetti, ora, dai rischi di crisi alimentare derivanti dal conflitto in Ucraina, che rischia di pregiudicare la sussistenza di milioni di persone in altre regioni del mondo, a partire da alcuni territori dell\u2019Africa. Quasi trecento milioni di persone corrono rischi di scarsit\u00e0 di cibo.<\/p>\n<p>In pochi mesi si \u00e8, cos\u00ec, dissipato il \u201cdividendo della pace\u201d che aveva permesso di destinare risorse allo sviluppo a scapito delle spese per armamenti, dopo il venir meno della contrapposizione tra blocchi.<\/p>\n<p>Lo scorso anno, la spesa globale per le armi ha raggiunto 2.400 miliardi di dollari, con una crescita di circa il 7% rispetto all\u2019anno precedente, la pi\u00f9 alta degli ultimi quindici anni.<\/p>\n<p>Si tratta di risorse che utilmente servirebbero per alleviare le crisi umanitarie che hanno coinvolto oltre cento milioni di esseri umani, per favorire la crescita economica e sociale, per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e le insidie globali per la salute, per promuovere lo sviluppo morale e intellettuale delle giovani generazioni e che invece, a causa del rilancio di mire espansionistiche di alcuni Stati, sono state destinate all\u2019acquisto di mezzi distruttivi.<\/p>\n<p>La pace \u00e8 interesse di tutti i popoli, ovunque. Ovunque.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, con altri partner internazionali, \u00e8 convintamente impegnata nella ricerca di una soluzione pacifica e duratura al conflitto. Non qualsiasi soluzione o, tantomeno, una soluzione che premi l\u2019aggressore e mortifichi l\u2019aggredito.\u00a0 Creando un precedente di grande pericolo per tutti.<\/p>\n<p>Non si tratta di dar vita a una composizione purchessia. La pace, per essere giusta, va fondata sui principi alti e irrinunciabili del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>La Carta deve essere la fonte cui ispirarsi per affrontare anche i sempre pi\u00f9 preoccupanti venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente.<\/p>\n<p>Le tensioni e gli scontri di queste scorse settimane impongono un accresciuto impegno della comunit\u00e0 internazionale per giungere a una\u00a0<em>de-escalation<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 uno degli obiettivi che la Repubblica Italiana si \u00e8 assegnata nell\u2019assumere la Presidenza del G7.<\/p>\n<p>Occorre por fine alla catena di azioni e reazioni e consentire l\u2019avvio di un processo che ponga termine ai massacri e conduca finalmente a una pace stabile: una soluzione che passa necessariamente dall\u2019obiettivo condiviso del pieno e reciproco riconoscimento dei due Stati di Israele e di Palestina, con il definitivo riconoscimento di Israele e della sua sicurezza da parte degli Stati della regione.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato ci viene chiesto di rispondere all\u2019imperativo morale di fornire assistenza per lenire le immani sofferenze della popolazione civile di Gaza.<\/p>\n<p>Va inoltre evitato un ulteriore aggravamento della situazione. Mi unisco all\u2019appello del Segretario Generale affinch\u00e9 siano evitate\u00a0operazioni militari a Rafah\u00a0per le drammatiche conseguenze che potrebbero\u00a0avere sui civili palestinesi.<\/p>\n<p>Occorre poi considerare l\u2019essenziale funzione svolta dall\u2019Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l\u2019Occupazione dei Profughi Palestinesi nel Vicino Oriente e di conseguenza l\u2019importanza di continuare a finanziarla.<\/p>\n<p>Il cessate il fuoco, richiesto dal Consiglio di Sicurezza con la Risoluzione 2728, l\u2019accesso umanitario incondizionato alla popolazione di Gaza, la liberazione degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre &#8211; che, va sottolineato, rappresenta la causa scatenante di quanto\u00a0 successivamente avvenuto \u00a0\u2013 e l\u2019immediata interruzione di tutte le attivit\u00e0 di sostegno alle organizzazioni terroristiche, restano i cardini sui quali continuare a costruire con determinazione un\u2019azione diplomatica che sia comune.<\/p>\n<p>Il conflitto pi\u00f9 aspro e duro non pu\u00f2 consentire di violare le norme del Diritto umanitario, sancito dalle Convenzioni di Ginevra del 1949, a tutela delle popolazioni civili.<\/p>\n<p>Con coraggio e altrettanta determinazione \u00e8 necessario rispondere alle altre crisi presenti nella regione, purtroppo numerose: penso alla Siria, allo Yemen.<\/p>\n<p>Garantire la libert\u00e0 e la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso \u00e8 parte degli elementi caratterizzanti le ragioni della convivenza internazionale.<\/p>\n<p>La militarizzazione di ambiti come il mare, le regioni dell\u2019Artico e dell\u2019Antartico, lo spazio, va combattuta fermamente: sono domini che riguardano l\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p>I due conflitti d\u2019Ucraina e di Gaza hanno anche fatto riemergere sinistre minacce di ricorso ad armamenti nucleari, come se la storia del XX secolo non ne avesse gi\u00e0 reso evidenti le tragiche conseguenze.<\/p>\n<p>Il quadro pattizio per il controllo degli arsenali nucleari, cos\u00ec faticosamente articolato negli scorsi decenni, \u00e8 un patrimonio comune a tutti gli Stati.<\/p>\n<p>Violarlo, anche con semplici minacce, significa porre a rischio i destini dei popoli, tutti, anche quelli i cui governi minacciano l\u2019uso delle armi nucleari.<\/p>\n<p>Una responsabilit\u00e0 che la Comunit\u00e0 internazionale non pu\u00f2 lasciare senza conseguenze.<\/p>\n<p>Questo quadro desta un inevitabile, ulteriore, interrogativo.<\/p>\n<p>La pretesa di piegare le Nazioni Unite a singoli spregiudicati interessi &#8211; lo stesso obiettivo principale della Carta viene messo costantemente in discussione &#8211; non pu\u00f2 metterne in dubbio la universalit\u00e0 e le sue ragioni fondanti.<\/p>\n<p>La scelta dell&#8217;Italia si declina nel convinto sostegno all&#8217;azione delle Nazioni Unite, fulcro di quella architettura di\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0mondiale che, sola, pu\u00f2 evitare tragedie ulteriori all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>sempre pi\u00f9 spesso, pur in presenza del riaprirsi di un contenzioso Est-Ovest, si sente evocare come rinnovato elemento di competizione internazionale la contrapposizione tra Nord e Sud globali, che qualcuno vorrebbe strumentalmente interpretare come contrapposizione tra Occidente e resto del mondo.<\/p>\n<p>Viene evocato il tema delle profonde disuguaglianze economiche e sociali presenti. Tema che ha trovato un primo importante passo sulla strada della affermazione di principi di giustizia internazionale, con la Carta dei diritti e doveri economici degli Stati, approvata dall\u2019Assemblea generale nel 1974.<\/p>\n<p>L\u2019Agenda 2030, con il perseguimento dei suoi obiettivi, non \u00e8 esercizio \u201cburocratico\u201d per sognatori ma corrisponde alla vocazione dell\u2019Onu di raggiungere un progresso globale.<\/p>\n<p>Se volessimo misurare i risultati sul terreno economico del \u201cmultilateralismo prevalente\u201d, noteremmo che, dal 1950 ad oggi, il reddito medio annuale pro-capite della popolazione mondiale \u00e8 aumentato di quattro volte. Un successo di grande portata pensando che quest\u2019ultima \u2013 la popolazione &#8211; nello stesso periodo \u00e8 quasi triplicata. Ancor pi\u00f9 considerevole se si considera che la percentuale di popolazione che vive con meno di due dollari al giorno si \u00e8, nello stesso arco di tempo, ridotta dal 75% al 10%.<\/p>\n<p>Alla rappresentazione &#8211; talvolta artificiosa della realt\u00e0 &#8211; si contrappongono esperienze di costante collaborazione tra Nord e Sud, con partenariati tra Paesi di ogni regione del mondo, che proprio qui, alle Nazioni Unite, trova esempi di efficacia e di successo.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere posto in dubbio, comunque, che nel percorso di avvicinamento agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sono gli Stati in migliori condizioni a doversi impegnare di pi\u00f9, consapevoli che sfide quali il cambiamento climatico e l\u2019insicurezza alimentare interpellano e richiedono, per raggiungerli, livelli di responsabilit\u00e0 diversi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 fortemente impegnata in tal senso e ne \u00e8 prova anche lo svolgimento ieri qui al Palazzo di Vetro della Conferenza sullo stato di attuazione dell\u2019obiettivo di sviluppo sostenibile 16, uno dei pi\u00f9 complessi e cruciali dell\u2019Agenda 2030.<\/p>\n<p>Appare anche necessario un vero adeguamento del sistema finanziario internazionale, disegnato molti decenni addietro, quando le condizioni della comunit\u00e0 internazionale erano ben diverse.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 di Paesi in condizioni di crisi, la crescita di Paesi di Continenti come l&#8217;Africa, costituiscono priorit\u00e0 assolute, affinch\u00e9 possano sviluppare anche le immense potenzialit\u00e0 di cui dispongono.<\/p>\n<p>Ho avuto modo di sperimentare personalmente le grandi prospettive di un Continente che non \u00e8 stato solamente la culla dell\u2019umanit\u00e0, ma ne rappresenta, in larga misura, anche l\u2019avvenire, grazie, in particolare, alla creativit\u00e0 e al dinamismo delle sue giovani generazioni, alle grandi opportunit\u00e0 che presenta il suo futuro.<\/p>\n<p>L\u2019Italia guarda con profondo interesse alla promozione di un partenariato paritario ampio e articolato con i Paesi africani, nella consapevolezza che lo sviluppo di quel continente rappresenta un interesse comune al continente europeo e una chiave essenziale per affrontare con successo le numerose sfide del presente.<\/p>\n<p>\u00c8 in quest\u2019ottica che l&#8217;Italia intende continuare a lavorare con i partner africani, con l&#8217;Unione Africana e con le altre Organizzazioni regionali per promuovere lo sviluppo di Paesi a noi cos\u00ec prossimi geograficamente. Lo manifestano, da ultimo, lo svolgimento del Summit Italia-Africa a Roma lo scorso gennaio e il lancio del Piano Mattei per lo sviluppo sostenibile del continente.<\/p>\n<p>La risposta ai numerosi conflitti che, ancora, si manifestano nel continente africano passa attraverso questa capacit\u00e0 di rinnovato dialogo e cooperazione e dalla assunzione di una piena responsabilit\u00e0 nella gestione da parte dei partner africani dei processi di pacificazione e di ricostruzione dei tessuti politici e socio-economici locali. Questo il senso anche del sostegno che l\u2019Italia ha voluto assicurare alla Risoluzione 2719 del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>Si tratta di una prima e parziale applicazione delle proposte contenute nella Nuova Agenda per la Pace del Segretario Generale, che l\u2019Italia appoggia con convinzione per il suo spirito innovativo, basato sulle lezioni apprese nel recente passato in tema di risoluzione dei conflitti, per il ruolo fondamentale da essa assegnato alle iniziative di prevenzione e per l\u2019approccio autenticamente integrale ed inclusivo nella realizzazione di tutte le condizioni necessarie per il sostegno e il rafforzamento dei processi di pace.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>l\u2019Africa e il Medio Oriente &#8211; ma non solo &#8211; regioni dell\u2019America Latina, dell\u2019Asia, e anche dell\u2019Europa, sono interessate da un crescente numero di emergenze umanitarie, sia scatenate da conflitti, sia gravate dalle crisi climatiche, come nel caso delle piccole isole, particolarmente quelle del Pacifico, e rese pi\u00f9 acute da contesti locali segnati da fragilit\u00e0.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 internazionale, e con essa l\u2019Italia, non ha lesinato sforzi al fine di individuare le risorse necessarie per intercettare i bisogni emergenti: il sistema di risposta delle Nazioni Unite si \u00e8 confermato in grado di organizzare i necessari piani di intervento, spesso rivelandosi l\u2019unico attore in grado di operare nei contesti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>Ciononostante, il divario fra risorse rese disponibili e necessit\u00e0 continua ad essere enorme.<\/p>\n<p>L&#8217;Onu rappresenta la sola piattaforma in grado, se adeguatamente sostenuta dai suoi Paesi membri, di affrontare le sfide che minacciano la pace, la sicurezza e lo sviluppo.<\/p>\n<p>Vorrei sottolineare questo concetto: \u201cadeguatamente sostenuta\u201d, dato che le Nazioni Unite vivono delle volont\u00e0 politiche e dei contributi degli Stati che ne fanno parte.<\/p>\n<p>Ogni prospettiva di rilancio delle sue attivit\u00e0 e dei suoi metodi di funzionamento non pu\u00f2 dunque che partire dalle determinazioni individuali dei 193 Stati che ne fanno parte ad impegnarsi di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Eppure a confermare il suo successo basterebbe questo numero che ho appena evocato: 193 membri. Furono 51 quelli che vi diedero vita.<\/p>\n<p>La mia presenza in quest\u2019Aula \u2013 che \u00e8 chiamata a dettare l\u2019agenda internazionale &#8211; intende riaffermare la ferma volont\u00e0 dell\u2019Italia di continuare a sostenere l\u2019Onu nel suo impegno per rinnovarsi e per rispondere alle nuove sfide del presente.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>le grandi sfide transnazionali che dobbiamo affrontare, il moltiplicarsi di conflitti regionali suscettibili di estendersi, lungi dal mettere in discussione il ruolo delle Nazioni Unite, ne mettono in evidenza il carattere indispensabile, cruciale, a servizio dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Serve un\u2019Onu sempre pi\u00f9 rappresentativa ed efficace. Ogni strada opposta o diversa, ogni assenza, conduce a peggiorare le prospettive della condizione umana.<\/p>\n<p>Siamo consapevoli che l\u2019Onu riflette le diverse aspirazioni e le complessit\u00e0 che caratterizzano i loro membri.<\/p>\n<p>Questo, semmai, ne conferma le ragioni fondanti, e spinge a un rinnovamento.<\/p>\n<p>Da molti anni si discute di riforma del suo sistema, ritenuta opportuna per mantenere questa Organizzazione al passo con i tempi, in grado di rispondere al mutato scenario internazionale e alle dinamiche di sviluppo politico, sociale ed economico dei vari Paesi e delle varie regioni.<\/p>\n<p>A questo riguardo, desidero esprimere riconoscenza per l\u2019azione svolta dal Segretario Generale nel promuovere un aggiornamento dell\u2019agenda e la riforma del sistema.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia sostiene pienamente le proposte avanzate tanto a livello di organizzazione, gestione e metodi di lavoro dell\u2019Onu quanto riferite ai pi\u00f9 ampi piani di intervento nei settori dello sviluppo, della pace e della sicurezza, come individuati nelle varie componenti della \u201cNostra Agenda Comune\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019Agenda elaborata proprio su sollecitazione della\u00a0<em>membership<\/em>\u00a0per rendere l&#8217;Onu pi\u00f9 efficiente, responsabile e orientata ai risultati.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottica della riforma dell\u2019Onu e, pi\u00f9 in generale, del sistema delle relazioni internazionali, il prossimo Summit del Futuro rappresenta un&#8217;opportunit\u00e0 ineludibile per il successo dell\u2019architettura multilaterale globale.<\/p>\n<p>Teatro della diplomazia, l\u2019Onu non \u00e8 riducibile al compito di affrontare e risolvere i rapporti di forza tra gli Stati, bens\u00ec \u00e8 chiamata a occuparsi della sorte dell\u2019umanit\u00e0 e a indicare come risolverne i problemi.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione con cui la maggioranza dei Paesi membri guarda al Summit di settembre e al Patto del Futuro \u00e8 senza dubbio giustificata dalla posta in gioco.<\/p>\n<p>Sovente \u00e8 nei momenti di maggiore crisi che si riesce a trovare la forza e il coraggio per disegnare intese a favore del bene comune.<\/p>\n<p>La riforma della \u201c<em>governance<\/em>\u201d globale, che sar\u00e0 sintetizzata nel Patto per il Futuro, dovr\u00e0 innanzitutto garantire un processo inclusivo per tutti gli attori della scena internazionale, sia a livello di singoli Paesi. sia di gruppi regionali che, come nel caso del \u201cGruppo Africano\u201d, delle \u201cPiccole Isole in Via di Sviluppo\u201d, del \u201cGruppo Arabo\u201d, sono portatori di comuni e legittimi interessi.<\/p>\n<p>Il processo inclusivo non potr\u00e0 dimenticare, naturalmente, gli altri attori, in particolare i rappresentanti della societ\u00e0 civile, che guardano alle Nazioni Unite e che sono, spesso, in prima linea nel contributo allo sviluppo sostenibile del pianeta.<\/p>\n<p>Proprio l\u2019obiettivo dell\u2019inclusivit\u00e0 \u00e8 alla base della proposta dell\u2019Italia e dei Paesi riuniti dalla sigla \u201c<em>Uniting for Consensus<\/em>\u201d per la riforma e la miglior rappresentativit\u00e0 del Consiglio di Sicurezza, volta innanzitutto a dare spazio a regioni sottorappresentate, come l\u2019Africa, l\u2019Asia e l\u2019America Latina, per rimediare a un\u2019ingiustizia storica a tutti evidente.<\/p>\n<p>Le istituzioni dell\u2019Onu sono state modellate sui rapporti usciti dalla Seconda Guerra mondiale, sulla guerra.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di plasmarle sulla pace, tenendo conto delle positive iniziative di cooperazione continentale cresciute in questi decenni, come l\u2019Unione Africana e l\u2019Unione Europea e di quelle in itinere in altre regioni del mondo.<\/p>\n<p>Un Consiglio cos\u00ec riformato saprebbe contemperare l\u2019aumento del numero dei membri e una giusta rappresentanza regionale con l\u2019esigenza di preservarne e possibilmente migliorarne le capacit\u00e0 decisionali, fortemente compromesse dalla polarizzazione politica in corso e dall\u2019uso ripetuto, troppo spesso strumentale, del veto da parte di membri permanenti.<\/p>\n<p>L\u2019Italia continuer\u00e0 a fornire il suo attivo e positivo contributo alla redazione del Patto per il Futuro, affinch\u00e9 si giunga ad una visione condivisa degli strumenti e delle azioni necessarie ad affrontare assieme le sfide globali del XXI secolo.<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>in conclusione di questo intervento vorrei citare le parole di un Segretario Generale delle Nazioni Unite di cui si serba un prezioso ricordo.<\/p>\n<p>Alla vigilia di questo Millennio, Kofi Annan ricordava come le sfide globali hanno un elemento in comune: non rispettano le frontiere e nei loro confronti anche lo Stato pi\u00f9 forte si rivela impotente.<\/p>\n<p>Considerazioni che lo portavano ad affermare che oggi \u201cpi\u00f9 che mai nella storia umana, condividiamo un destino comune. Possiamo dominarlo solo affrontandolo insieme. E questo \u00e8 il motivo per cui abbiamo le Nazioni Unite\u201d.<\/p>\n<p>Sono parole di grande saggezza che, dopo due decenni, ci appaiono ancora pi\u00f9 cruciali e ci debbono esortare verso un impegno proficuo per consolidare questa Organizzazione e le sue regole, in grado di promuoverle e renderle effettive.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"nav-correlati col-md-4\">\n<h3 id=\"elementi-correlati\" class=\"correlati txt-blu\">elementi correlati<\/h3>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Signor Presidente dell\u2019Assemblea Generale, Signor Segretario Generale, Signori Rappresentanti Permanenti, apprezzo molto l\u2019opportunit\u00e0 di potermi rivolgere a Voi, in quest\u2019Aula, luogo simbolico dell\u2019incontro delle volont\u00e0 dei popoli, a poco pi\u00f9 di un anno dall\u2019ottantesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite e dal settantesimo dell\u2019ingresso dell\u2019Italia. 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