﻿{"id":8534,"date":"2024-11-19T17:01:50","date_gmt":"2024-11-19T16:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/italyun.esteri.it\/?p=8534"},"modified":"2024-11-19T18:38:03","modified_gmt":"2024-11-19T17:38:03","slug":"intervento-del-rappresentante-permanente-ditalia-ambasciatore-maurizio-massari-a-nome-del-gruppo-uniting-for-consensus-ai-negoziati-intergovernativi-sulla-questione-dellequa-rappresentanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italyun.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2024\/11\/intervento-del-rappresentante-permanente-ditalia-ambasciatore-maurizio-massari-a-nome-del-gruppo-uniting-for-consensus-ai-negoziati-intergovernativi-sulla-questione-dellequa-rappresentanza\/","title":{"rendered":"INTERVENTO DEL RAPPRESENTANTE PERMANENTE D\u2019ITALIA, AMBASCIATORE MAURIZIO MASSARI A NOME DEL GRUPPO UNITING FOR CONSENSUS AI NEGOZIATI INTERGOVERNATIVI SULLA QUESTIONE DELL&#8217;EQUA RAPPRESENTANZA E DELL&#8217;AUMENTO DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA E SU ALTRE QUESTIONI RELATIVE AL CONSIGLIO"},"content":{"rendered":"<p>Distinti co-presidenti,<\/p>\n<p>Faccio questo intervento a nome di Uniting for Consensus (UfC), un gruppo pro-riforma, interregionale e variegato che comprende Argentina, Canada, Colombia, Costa Rica, Malta, Messico, Pakistan, Repubblica di Corea, San Marino, Spagna, Turchia e il mio paese, l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Desidero ringraziarvi per aver convocato questa prima riunione dei Negoziati Intergovernativi sulla riforma del Consiglio di sicurezza per questa 79a sessione dell&#8217;Assemblea generale, che si concentra sui seguenti due cluster dei cinque contenuti nella decisione 62\/557: Categorie di membership e rappresentanza interregionale.<\/p>\n<p>Sulla questione delle \u201ccategorie di membership\u201d, vorrei iniziare sottolineando che l\u2019Assemblea Generale ha deciso di intensificare gli sforzi per trovare un accordo su questo tema. UfC \u00e8 impegnato a garantire che gli sforzi di riforma si traducano in un Consiglio di Sicurezza che sia veramente rappresentativo, responsabile, democratico, trasparente, efficace e reattivo alle sfide attuali e future. Proprio per questo motivo UfC non sostiene la creazione di nuovi seggi permanenti.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale struttura del Consiglio, con cinque membri permanenti che esercitano il veto e che, di fatto, godono dello status privilegiato di essere \u201cpi\u00f9 uguali degli altri\u201d, \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 del passato. Nel 2024, l&#8217;ONU conta 193 Stati membri, ovvero un aumento di 80 Stati membri dal 1963, quando ha avuto luogo il primo e ultimo allargamento del Consiglio. Data l\u2019assoluta necessit\u00e0 di fornire a tutti gli Stati Membri le stesse, e sottolineo, stesse possibilit\u00e0 di sedere nel Consiglio e di aumentare la rappresentanza delle regioni sottorappresentate, essendo pienamente consapevole della necessit\u00e0 di correggere l\u2019ingiustizia storica contro l\u2019Africa, UfC ritiene che sia giunto il momento di adottare un approccio pragmatico e di concentrarsi sulla riforma e sull\u2019espansione della categoria eletta non permanente.<\/p>\n<p>Riteniamo che questo approccio si allinei meglio ai principi di democrazia ed efficacia sostenuti da tutti gli Stati Membri. L\u2019aumento del numero dei membri permanenti amplierebbe il divario tra un piccolo gruppo di paesi e la stragrande maggioranza degli Stati Membri e aumenterebbe la mancanza di rappresentativit\u00e0 e responsabilit\u00e0 del Consiglio. Inoltre, ostacolerebbe ulteriormente la capacit\u00e0 del Consiglio di Sicurezza di agire in modo pi\u00f9 efficace e rapido per affrontare le crisi e le sfide globali. La categoria di membro permanente \u00e8 anacronistica e controproducente per gli interessi pi\u00f9 ampi della membership delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un Consiglio di Sicurezza riformato dovrebbe includere solo l\u2019ampliamento dei membri eletti per quanto riguarda le categorie di membership? La risposta \u00e8 semplice. Innanzitutto, le Nazioni Unite si fondano sul principio dell\u2019uguaglianza sovrana di tutti gli Stati. In secondo luogo, mentre alcuni hanno proposto di espandere il Consiglio aggiungendo pi\u00f9 membri permanenti per riflettere presumibilmente meglio le realt\u00e0 del 21\u00b0 secolo, cosa accadrebbe se il panorama globale cambiasse nuovamente tra 10, 20 o 40 anni? Se non saremo in grado di rimuovere gli attuali cinque membri permanenti, solo l\u2019inclusione di ulteriori membri eletti (non permanenti) sarebbe veramente coerente con i principi di democrazia e uguaglianza sovrana. Ci\u00f2 garantirebbe, attraverso la sua composizione, che le decisioni prese dal Consiglio siano rappresentative del pi\u00f9 ampio numero di membri delle Nazioni Unite, rafforzandone quindi la legittimit\u00e0 e l&#8217;efficienza.\u00a0 Inoltre, ampliare il Consiglio di Sicurezza solo nella categoria dei membri eletti (non permanenti), provenienti principalmente da regioni sottorappresentate, migliorerebbe la rappresentanza regionale e promuoverebbe una rotazione pi\u00f9 equilibrata tra tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite. Possiamo approfondire questo aspetto durante la sessione interattiva, ma in breve la proposta di UfC garantisce che ogni Stato membro abbia maggiori opportunit\u00e0 di partecipare al Consiglio. Per quanto concerne la maggiore responsabilit\u00e0 del Consiglio di Sicurezza riformato, con mandati a tempo determinato e l\u2019obbligo di ricandidarsi per la pi\u00f9 ampia membership delle Nazioni Unite, i membri eletti sarebbero pi\u00f9 propensi a dare priorit\u00e0 agli interessi collettivi della comunit\u00e0 internazionale rispetto ai loro interessi nazionali.<\/p>\n<p>Per quegli Stati membri che hanno risorse e volont\u00e0 di assumere un ruolo pi\u00f9 importante nei lavori del Consiglio e sono in grado di mantenere mandati pi\u00f9 lunghi, come soluzione di compromesso, UfC ha proposto l&#8217;introduzione di seggi non permanenti rieleggibili a lungo termine, con durate che vanno dai 3 ai 5 anni per garantire continuit\u00e0 pur mantenendo un giusto sistema di rotazione ed elezione. Preciso che tali seggi di lunga durata restano nella categoria dei non permanenti, anche se con una diversa temporalit\u00e0, soggetti ad elezioni sulla base dei criteri indicati nell&#8217;art. 23.1 della Carta delle Nazioni Unite. I seggi a lungo termine proposti da UfC offrirebbero l\u2019opportunit\u00e0 di una presenza e di un coinvolgimento prolungati nelle attivit\u00e0 del Consiglio. Riteniamo che si tratti di una proposta pratica e realizzabile che rispetta i diversi interessi e aspirazioni di tutti gli Stati membri. Tali seggi, infatti, non sarebbero riservati a un gruppo specifico di Stati membri ma sarebbero accessibili a tutti. Naturalmente i dettagli dovranno essere discussi e concordati con i membri. Rimaniamo aperti a negoziare le modalit\u00e0 specifiche della membership non permanente rieleggibile a lungo termine, come la durata esatta del mandato, le condizioni per la rielezione e la durata massima del servizio, per garantire democrazia, equit\u00e0, rappresentanza giusta e funzionamento efficace del Consiglio.<\/p>\n<p>Distinti co-presidenti,<\/p>\n<p>Sulla \u201crappresentanza interregionale\u201d, UfC rimane aperto all\u2019idea di esplorare accordi speciali per i gruppi interregionali per migliorare la rappresentanza preservando l\u2019efficienza del Consiglio. Tali accordi dovrebbero essere pragmatici e reattivi e potrebbero comportare adeguamenti all\u2019interno o tra i gruppi regionali esistenti, prestando particolare attenzione al bilanciamento tra rappresentativit\u00e0 ed efficacia operativa. Siamo aperti a perfezionare ulteriormente la nostra proposta per affrontare meglio questi problemi.<\/p>\n<p>Il nostro modello mira a garantire una migliore rappresentanza degli attori regionali, subregionali e intraregionali\/interregionali nel Consiglio di Sicurezza riformato, riconoscendo il ruolo vitale che questi svolgono. A questo proposito, la proposta di UfC prevede un seggio a rotazione dedicato appositamente ai Piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS) e ai Piccoli Stati, che \u00e8 un modo per rafforzarne la rappresentanza. Abbiamo preso atto che questo seggio a rotazione dei SIDS \u00e8 stato recentemente assunto da un gruppo pi\u00f9 ampio di Stati membri, il che \u00e8 la prova della creazione di convergenze all&#8217;interno dell&#8217;IGN. Notiamo inoltre che l\u2019attuale struttura del Consiglio riflette parzialmente gli accordi interregionali, come la presenza continua di membri del Gruppo arabo.<\/p>\n<p>L\u2019Assemblea Generale ha recentemente deciso di proseguire le discussioni sulla questione della rappresentanza dei gruppi interregionali, tenendo conto che i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, gli Stati arabi e altri, come l\u2019Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC), hanno chiesto una rappresentanza pi\u00f9 adeguata. Ci\u00f2 merita una seria considerazione nelle discussioni dell\u2019IGN e accogliamo con favore le deliberazioni pragmatiche su questo argomento. Secondo la nostra proposta, spetterebbe alle regioni stesse determinare le modalit\u00e0 per un&#8217;equa rotazione di questi seggi, rispettando il principio dell\u2019appartenenza regionale e riconoscendo le particolarit\u00e0 delle regioni.<\/p>\n<p>Per una questione di trasparenza ed equit\u00e0 per tutta la membership, quando si considera la rappresentanza di gruppi interregionali, dobbiamo analizzare attentamente e discutere ulteriormente su come evitare la moltiplicazione delle candidature nel caso in cui alcuni Stati Membri possano essere considerati parte di pi\u00f9 gruppi contemporaneamente.<\/p>\n<p>Consentitemi ora di illustrare ulteriormente la nostra proposta di un posto riservato per i SIDS e i piccoli Stati. Questi paesi si trovano ad affrontare sfide uniche e spesso esistenziali, specifiche per le loro circostanze e di portata globale, con implicazioni per la pi\u00f9 ampia sicurezza internazionale. I SIDS e i Piccoli Stati spesso faticano a organizzare campagne di successo per i seggi del Consiglio di Sicurezza per competere con altri Stati nei loro gruppi regionali, e crediamo che la loro voce debba essere ascoltata e garantita in seno al Consiglio. Pertanto, abbiamo proposto un seggio ad hoc dedicato a questo particolare gruppo per garantire la loro rappresentanza stabile e continuativa nel Consiglio.<\/p>\n<p>UfC sostiene inoltre un aumento sostanziale della rappresentanza africana nel Consiglio assegnando 6 seggi non permanenti alla regione. Ci\u00f2 raddoppierebbe la rappresentanza africana nel Consiglio e farebbe s\u00ec che l\u2019Africa diventi il \u200b\u200bgruppo regionale con il maggior numero di seggi eletti. Ci\u00f2 consentirebbe inoltre a tutti i 54 paesi del Gruppo Africano maggiori opportunit\u00e0 di far parte del Consiglio. Continueremo a sostenere la necessit\u00e0 di porre rimedio alla storica esclusione dell\u2019Africa dal Consiglio e di garantire una rappresentanza adeguata e sostanziale ai paesi africani.<\/p>\n<p>In generale, UfC \u00e8 convinto che aumentando il numero dei seggi eletti, come proposto dal modello UfC, i raggruppamenti interregionali sarebbero pi\u00f9 facili da accogliere e funzionerebbero in modo pi\u00f9 efficace all\u2019interno del Consiglio.<\/p>\n<p>Distinti co-presidenti,<\/p>\n<p>Vi ringrazio per questa opportunit\u00e0 di continuare ad ampliare la posizione principale di UfC sulle questioni cruciali sul tavolo oggi. Attendiamo con interesse di ascoltare gli altri gruppi negoziali e le idee degli Stati Membri e di discutere ulteriormente gli argomenti in questione. Guardiamo con interesse anche alla ulteriore discussione sugli altri cluster nell\u2019ambito dell&#8217;IGN che, come abbiamo convenuto in pi\u00f9 occasioni, continua a essere l&#8217;unico forum per la riforma del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>Tutti i partner di UfC continueranno a impegnarsi per provare in modo genuino a trovare convergenze con uno spirito di flessibilit\u00e0 per raggiungere, infine, una riforma globale che andr\u00e0 a beneficio di tutti, non solo di pochi.<\/p>\n<p>Ti ringrazio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Distinti co-presidenti, Faccio questo intervento a nome di Uniting for Consensus (UfC), un gruppo pro-riforma, interregionale e variegato che comprende Argentina, Canada, Colombia, Costa Rica, Malta, Messico, Pakistan, Repubblica di Corea, San Marino, Spagna, Turchia e il mio paese, l&#8217;Italia. 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