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63a Sessione della Commissione ONU sulla Condizione Femminile (CSW) - Dibattito Generale

Data:

13/03/2019


63a Sessione della Commissione ONU sulla Condizione Femminile (CSW) - Dibattito Generale

Intervento Nazionale pronunciato dal Sottosegretario della Presidenza del Consiglio con Delega alle Pari Opportunita’ e ai Giovani, On. Vincenzo Spadafora, al Dibattito Generale della 63ma Sessione della Commissione sulla Condizione Femminile ---

Grazie Signor Presidente, Signore e Signori.

L’Italia si allinea all’intervento pronunciato dalla Romania a nome dell’Unione Europea e intende aggiungere le seguenti riflessioni in capacità nazionale.

L’impegno globale per la parità di genere e l’empowerment delle donne è stato ancora una volta confermato e sostenuto dagli interventi di tutti i Governi presenti.

E siamo tutti concordi nel ritenere che il futuro dell’umanità si fondi sul riconoscimento e sulla realizzazione delle pari opportunità come diritto sacrosanto.

Spetta a ciascun governo trasformare in azioni concrete le nostre dichiarazioni di impegno per rimuovere attraverso politiche ed interventi gli ostacoli per raggiungere una piena parità.

In Italia sono numerose le azioni intraprese negli ultimi anni per migliorare la parità di genere nei processi decisionali politici. Come conseguenza di tali misure, il numero delle donne che lavorano nelle istituzioni politiche è cresciuto considerevolmente.
Incremento confermato dalle recenti elezioni politiche, dove il 34% dei nuovi parlamentari eletti sono rappresentati da donne. È la percentuale più alta raggiunta nella storia della Repubblica italiana.

Oltre alla partecipazione politica è fondamentale promuovere l’accesso delle donne ai processi decisionali del settore economico.
L’Italia sta attualmente assistendo a una significativa rivoluzione nella leadership femminile, grazie all’attuazione della legge 120/2011 sulla “Parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate”, una legge che stabilisce che all’interno di tali organi delle società quotate e delle società pubbliche, il genere meno rappresentato debba ottenere almeno il 33% degli amministratori eletti, entro il 2015. Con l’entrata in vigore della legge la percentuale di donne ai vertici delle societa’ quotate e’ ora pari al 33,5%. Un traguardo importante se si considerache la partecipazione femminile nelle società italiane quotate nel 2010 era pari a circa il 6%. Tale incremento è stato evidente anche per le società pubbliche dove la percentuale di presenza femminile nei board è pari al 32,1%. L’impegno del Governo e in primis del Parlamento italiano sarà quello di prorogare l’efficacia della legge per consolidare nel tempo i risultati conseguiti fino ad oggi, soprattutto perche’ diventino patrimonio culturale e non piu’ solo un imposizione di legge.

L’Italia sta proseguendo nella sua azione di sensibilizzazione nei confronti delle nuove generazioni, incentivando l’accesso delle studentesse al settore scientifico-tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM).
Abbiamo proseguito nell’azione di riorganizzazione del lavoro favorendo forme di lavoro agile non penalizzanti per i percorsi di carriera delle donne e che consentano di conciliare lavoro e vita personale e familiare. Non ultimo un nuovo strumento, quello del reddito di cittadinanza, come misura politica attiva di lavoro e di contrasto alla poverta’ per favorire l’inserimento lavorativo delle donne e delle ragazze.

Signor Presidente,

L’Italia vuole confermare ancora una volta con queste azioni un ruolo in prima linea nella difesa di temi e sfide che l’hanno sempre vista protagonista anche grazie ad un attivo sistema di cooperazione e di associazionismo che ha saputo testimoniare il proprio impegno in modo qualificato e appassionato.

Voglio anche io ricordare per questo la tragica scomparsa dei cooperanti italiani e onorare la loro memoria e il loro impegno estendendo la mia vicinanza a tutti i passeggeri vittime del disastro aereo.

Il momento storico impone un’attenta e ferma difesa innanzitutto dei diritti acquisiti attraverso anni di sfide e di battaglie.

Dobbiamo parlare alle ragazze, alle giovani donne per spiegare che i diritti di cui godono oggi, sono il frutto di un lavoro immenso fatto da donne che hanno combattuto proprio per rendere migliore la vita delle nuove generazioni; qualsiasi tentativo di arretramento culturale sul tema delle pari opportunità per tutte e tutti deve provocare una reazione ferma e convinta a partire proprio dai giovani.

Le sfide culturali sono le più complesse, ma anche le più avvincenti. Ci chiedono di metterci in discussione e di superare stereotipi e soprattutto, deve essere molto chiaro, di mettere in discussione innanzitutto la visione di noi uomini, talvolta capaci solo a parole di riconoscere i diritti delle donne.

L’ho capito sulla mia pelle proprio quando nove mesi fa ho iniziato ad occuparmi, per il Governo italiano, di pari opportunità grazie al fatto che per la prima volta in Italia non fosse una donna ad occuparsi di questi temi. Ho capito quanto sia indispensabile lavorare a fianco, non davanti non indietro ma sulla stessa linea, donne e uomini perché la battaglia delle donne è la battaglia degli uomini: culturale, umana, sociale e politica.

 

http://www.pariopportunita.gov.it/

 


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