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Le proprietà dell’UE alla 77ª sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU: La Carta delle Nazioni Unite deve essere difesa

Data:

14/09/2022


Le proprietà dell’UE alla 77ª sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU: La Carta delle Nazioni Unite deve essere difesa

L’Unione Europea ha definito le proprie priorità alle Nazioni Unite durante la 77ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (settembre 2022 – settembre 2023).

Nel corso del prossimo anno l’UE si concentrerà su: difesa della Carta delle Nazioni Unite e dello Stato di diritto; gestione delle conseguenze globali dell’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa; promozione dello sviluppo sostenibile e dei diritti umani; sostegno all’accesso all’istruzione di qualità; rafforzamento della sicurezza sanitaria mondiale; lotta contro cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento, nonché sulla definizione dell’agenda digitale mondiale.

Difendere la Carta delle Nazioni

A seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, il Consiglio dell'UE ricorda il carattere vincolante della Carta delle Nazioni Unite nella sua interezza – pace e sicurezza, diritti umani, uguaglianza di genere, dignità umana, pari diritti delle nazioni grandi e piccole – e sottolinea l'universalità dei principi fondanti dell'ONU.

“Oggi, mentre il mondo affronta una delle maggiori sfide alla pace e alla sicurezza mondiali – la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina – è più che mai importante promuovere un ordine internazionale basato su regole e fondato sulla Carta delle Nazioni Unite”, afferma l’UE. In aggiunta, le Nazioni Unite sono state “reattive e adattive” in risposta alla crisi dispiegando e rafforzando la presenza dove necessario.

“Questa guerra insensata, che sta provocando devastazione, distruzione e sofferenze umane enormi, deve finire adesso”.

Soluzioni multilaterali

In un mondo che già soffre per gli effetti della pandemia di Covid-19 e dell’emergenza climatica, la guerra in Ucraina sta producendo anch’essa effetti devastanti. Paesi che lottano per riprendersi dalla pandemia e per progredire verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) devono ora affrontare: le crisi globali che incombono nei settori alimentare, energetico e finanziario.

L’UE invita gli attori multilaterali – Nazioni Unite, istituzioni finanziarie internazionali, G7 e G20 – a unire le forze e proporre soluzioni multilaterali solide.

“L'UE ribadisce la propria convinzione che le grandi sfide del nostro tempo, per la loro natura e la loro portata globale, non possano essere affrontate dai singoli Paesi, ma debbano essere fronteggiate insieme”.

Senza lasciare nessuno indietro

Ora, a meno di dieci anni dal 2030, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) sono ulteriormente ostacolati dalla pandemia di COVID-19, dalla "triplice crisi planetaria" dei cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità, dall’inquinamento e dalle conseguenze globali della guerra di aggressione russa in Ucraina, l’UE dichiara che è urgente mettersi in carreggiata prima che sia troppo tardi.
“La nostra priorità principale è rafforzare la resilienza agli shock futuri e garantire una ripresa sostenibile, equa e inclusiva”. L’UE afferma che la propria strategia Global Gateway investirà in digitale, clima e energia, trasporti, salute, istruzione e ricerca, contribuendo così all'attuazione degli OSS.

L'UE sostiene inoltre la proposta del Segretario Generale di un contratto sociale rinnovato che contempli una forte dimensione sociale ed economica.

Sottolinea inoltre che l’accesso a un’istruzione inclusiva e di qualità equa non è solo un diritto umano fondamentale, ma è essenziale per attuare tutti gli OSS.

Prepararsi meglio per il futuro

Sul clima, l’UE sollecita la piena attuazione degli impegni delineati durante la conferenza ONU sul clima del 2021 a Glasgow e assicura obbiettivi ancora più ambiziosi per la prossima conferenza ONU sul cambiamento climatico (COP27) in Egitto. L’UE afferma anche la volontà di sostenere il Segretario Generale nei suoi sforzi per l’eliminazione graduale di nuovi progetti di esplorazione di combustibili fossili e delle sovvenzioni ad essi dedicate.

L’UE ha aumentato il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni per raggiungere almeno il 55% entro il 2030. La Legge europea sul clima delinea un obiettivo legalmente vincolante di impatto zero delle emissioni di gas serra entro il 2050.

In materia di sanità, l’UE afferma che la pandemia da Covid-19 ha evidenziato la necessità di una struttura sanitaria globale più forte e inclusiva, con un ruolo centrale per l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’UE e i suoi Stati membri sono i maggiori donatori dell’OMS.

La nostra agenda comune

“La nostra agenda comune”, un rapporto che definisce la visione del Segretario Generale ONU António Guterres sul futuro della cooperazione globale, è “un’opportunità storica” per introdurre riforme globali della governance, secondo l’UE. In aggiunta, l’agenda fornisce un importante quadro di tutela dei diritti umani per tutte le attività dell’ONU.

“L’UE volgerà tutto l’impegno possibile per mettere i diritti umani al centro dell’agenda ONU e promuoverà un sistema globale rafforzato per i diritti umani attraverso la costituzione di alleanze più solide con i partner”.

L’Unione esorta anche la messa a punto di un’ambiziosa “nuova agenda per la pace” che si occupi delle sfide e delle minacce alla pace e alla sicurezza attuali e future. Insieme, gli Stati membri UE contribuiscono a un quarto del budget ONU per il mantenimento della pace.

“Dobbiamo assicurarci che il Consiglio di sicurezza ONU in quanto ente principale per la pace e la sicurezza internazionale riesca a svolgere il suo ruolo di fronte alle rivalità e alle tensioni geopolitiche in aumento”.

ONU 2.0

Il complesso clima globale riconferma la necessità di un’ONU pronta per il futuro, l’UE afferma: “Non possiamo affrontare i problemi del ventunesimo secolo con gli strumenti del ventesimo”.

L’UE e i suoi Stati membri sono i maggiori donatori del sistema ONU, fornendo quasi un quarto di tutti i contributi finanziari diretti alle agenzie ONU, ai fondi e ai programmi.

C’è bisogno di cambiamenti innovativi, così l’ONU diventa ONU 2.0 “finanziata in modo sostenibile, più inclusiva, trasparente e affidabile, e in definitiva equipaggiata in modo opportuno per le sfide e le opportunità del futuro”.


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