Signor Presidente,
L’Italia si allinea al discorso pronunciato dall’Unione Europea a nome dei suoi stati membri.
A quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, tutti noi siamo chiamati a una responsabilità precisa: accelerare l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile e renderla realmente trasformativa. Le crisi ambientali, economiche e sociali che attraversano il nostro tempo sono profondamente interconnesse; altrettanto interconnesse devono essere le nostre risposte.
È questa la convinzione che guida l’azione dell’Italia e che ispira il percorso di revisione volontaria presentato quest’anno.
Con il terzo “Esame Volontario Nazionale, Locale e delle Giovani Generazioni”, abbiamo scelto di valorizzare il contributo corale di amministrazioni centrali, territori, società civile e giovani. L’Esame integra quattordici Esami Volontari Locali, insieme al primo Esame Volontario dei Giovani del nostro Paese, che mostra così il proprio impegno a favore del Patto per il Futuro e della Dichiarazione sulle Future Generazioni.
Lo sviluppo sostenibile ha bisogno di radicarsi nei territori, di coinvolgere le comunità e di mobilitare tutte le componenti della società. la localizzazione degli
SDG ha dunque un valore strategico. È a livello locale che gli obiettivi globali si traducono in politiche pubbliche, servizi, investimenti e opportunità per le persone. Ed è attraverso una governance multilivello efficace che possiamo costruire il necessario raccordo tra visioni globali e azioni concrete.
Allo stesso tempo, siamo convinti che le giovani generazioni debbano essere considerate protagoniste nel disegno e attuazione delle politiche di sostenibilità. L’Esame Volontario dei Giovani rappresenta un primo passo in questa direzione.
L’esperienza italiana conferma infine l’importanza della Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo Sostenibile quale fattore abilitante per l’intera Agenda 2030. Riconoscere le interconnessioni tra gli SDG, valorizzarne le sinergie e affrontarne con consapevolezza le possibili divergenze sono condizioni essenziali per accelerarne l’attuazione.
Su queste basi, l’Italia ha promosso, insieme a UN-Habitat, la Piattaforma di Partenariato per la localizzazione degli SDG, convinta che la cooperazione tra Paesi e lo scambio di esperienze siano la chiave per rafforzare la dimensione territoriale dello sviluppo sostenibile e accelerarne l’attuazione a livello globale.
Mentre iniziamo a guardare oltre il 2030, riteniamo che qualsiasi discussione debba concentrarsi sui fattori abilitanti che supportano trasversalmente l’attuazione di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile: una governance multilivello che alimenti il protagonismo dei territori; la coerenza delle politiche pubbliche nei confronti degli obiettivi di sviluppo sostenibile; la cultura come asse portante del cambiamento: la partecipazione degli stakeholder; il protagonismo dei giovani.
È da qui che può nascere una nuova stagione di sviluppo sostenibile: più inclusiva, più efficace e più vicina alle persone.
Grazie.