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HLPF 2026 – Intervento del Sottosegretario all’Ambiente e Sicurezza Energetica, on. Claudio Barbaro, al side event organizzato dall’Italia “Future Makers: Youth Engagement and Youth Voluntary Reviews for Systemic Change”

youth

Gentilissimi co-organizzatori, Onorevole Capo di Gabinetto, Delegate, delegati, ragazze e ragazzi,

Desidero innanzitutto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i partner che hanno contribuito all’organizzazione di questo evento: il Regno di Tonga e lo European Youth Forum.Un ringraziamento particolare va ai rappresentanti delle giovani generazioni che prenderanno parte a questa discussione e che condivideranno oggi le proprie esperienze, idee e prospettive.

Il tema che affrontiamo è particolarmente importante.A meno di quattro anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, la comunità internazionale è chiamata non soltanto ad accelerare l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ma anche a rafforzare la qualità dei processi attraverso i quali costruiamo le politiche pubbliche.
In questo senso, il Summit del Futuro ha rappresentato un passaggio significativo.
Con l’adozione del Patto per il Futuro e della Dichiarazione sulle Future Generazioni, gli Stati membri hanno assunto un impegno condiviso: rafforzare la capacità delle istituzioni di guardare al lungo periodo e di coinvolgere in modo significativo le giovani generazioni nei processi decisionali.

La Dichiarazione sulle Future Generazioni richiama infatti la necessità di integrare una prospettiva intergenerazionale nelle politiche pubbliche e di promuovere una partecipazione giovanile sempre più efficace e strutturata.
Per questo motivo riteniamo che le giovani generazioni debbano essere riconosciute come interlocutori e partner nella definizione delle politiche pubbliche.
È proprio in questo quadro che si colloca il percorso che oggi l’Italia presenta attraverso la sua prima revisione volontaria delle giovani generazioni.
Si tratta di un’iniziativa che abbiamo voluto sviluppare come parte integrante del percorso di revisione volontaria nazionale e come contributo concreto al rafforzamento della partecipazione giovanile nell’attuazione dell’Agenda 2030.
L’esame volontario delle giovani generazioni non rappresenta per noi un esercizio isolato né un’attività limitata alla revisione.
Rappresenta, piuttosto, una tappa di un percorso più ampio, costruito insieme alle istituzioni, alla società civile, al mondo dell’educazione, ai territori e alle organizzazioni giovanili. Mi fa particolarmente piacere ritrovare oggi alcuni di questi protagonisti, che contribuiranno al dibattito condividendo esperienze, idee e prospettive maturate lungo questo percorso comune.
Un percorso che mette in relazione esperienze e contributi provenienti dal livello nazionale, dai territori e dal contesto internazionale, confermando il valore di un approccio multi-attore e multilivello all’attuazione dell’Agenda 2030.
Particolare attenzione è stata dedicata al raccordo tra partecipazione giovanile e processi di policy-making, attraverso laboratori, attività di consultazione e strumenti orientati a rafforzare la capacità delle istituzioni di considerare gli impatti delle decisioni pubbliche sulle giovani generazioni.

Allo stesso tempo, abbiamo promosso iniziative rivolte alle scuole e ai territori, nella convinzione che la partecipazione debba essere inclusiva, accessibile e capace di coinvolgere giovani provenienti da contesti diversi.
Ciò che ci sembra particolarmente importante è che questo percorso non si concluda oggi.
Le esperienze e i contributi raccolti, gli spazi di partecipazione che si sono nel frattempo costituiti, continueranno ad alimentare il lavoro in corso sulla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, contribuendo a rafforzarne la dimensione partecipativa e intergenerazionale.
Una delle principali sfide che ci attendono nei prossimi anni è consolidare questi percorsi, rendendo il contributo delle giovani generazioni una componente sempre più integrata nei processi decisionali. In questa prospettiva, il lavoro svolto dalle Nazioni Unite attraverso la Strategia Giovani2030 rappresenta un importante punto di riferimento per tutti noi.
Avremo modo di approfondire questi temi nel corso dei prossimi interventi.

Siamo convinti che nessun Paese disponga, da solo, di tutte le risposte alle sfide che abbiamo davanti. È proprio per questo che il confronto di oggi con le Nazioni Unite, con i partner internazionali e con i rappresentanti delle giovani generazioni assume un valore così importante.
Le esperienze che ascolteremo saranno diverse, ma credo che convergeranno tutte verso una stessa consapevolezza: la partecipazione dei giovani non è un elemento accessorio delle politiche per lo sviluppo sostenibile, ma una condizione essenziale per renderle più efficaci, più eque e più capaci di guardare lontano.
La responsabilità verso le generazioni future non si esercita soltanto immaginando il domani. Si esercita, soprattutto, creando oggi gli spazi, le opportunità e gli strumenti affinché le ragazze e i ragazzi possano contribuire concretamente a costruirlo. È questo il messaggio che le giovani generazioni italiane ci hanno trasmesso con forza.
Con questo spirito, l’Italia presenta la sua prima revisione volontaria delle giovani generazioni: non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di un percorso che vogliamo rendere sempre più strutturato, inclusivo e capace di incidere realmente sulle politiche pubbliche.

Ci auguriamo che il confronto di oggi possa rafforzare una comunità internazionale sempre più impegnata ad ascoltare, coinvolgere e valorizzare il contributo delle nuove generazioni. Perché investire nella partecipazione dei giovani significa investire nella qualità delle decisioni che prendiamo oggi e nel futuro che saremo in grado di costruire insieme.
Vi ringrazio.