Desidero ringraziare le Nazioni Unite per questo importante confronto di oggi su uno dei temi prioritari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica che rappresento.
Desidero anche ringraziare per il lavoro svolto nell’ambito del Panel dei minerali critici per la transizione energetica, e per aver fornito spunti e raccomandazioni strategiche ai membri, che oggi più che mai assumono una impronta strategica soprattutto considerando le tensioni geopolitiche hanno accresciuto l’instabilità nella logistica e nelle catene di approvvigionamento.
Richiamo il rapporto prodotto nel 2024, che raccoglie i pilastri fondamentali per lo sviluppo di catene del valore sostenibili, resilienti e diversificate. In tale cotesto, l’Italia ha sottolineato l’importanza di lavorare sullo sviluppo di catene del valore trasparenti e tracciate, con la possibilità di creare investimenti sostenibili e volti allo sviluppo e alla creazione del valore locale, anche e soprattutto attraverso il partenariato e la cooperazione.
I minerali critici sono essenziali per settori strategici come le tecnologie net-zero, l’intelligenza artificiale, la difesa e l’industria aerospaziale e numerosi altri settori strategici.
Oggi, l’estrazione e, soprattutto, la raffinazione di minerali critici sono concentrate in pochi paesi. In questo contesto, la diversificazione non è più un’opzione, ma una necessità. I nostri Paesi devono collaborare per ridurre le dipendenze eccessive ed evitare che le risorse strategiche vengano utilizzate come leva geopolitica.
L’Italia è pienamente impegnata nella costruzione della strategia nazionale sui minerali critici, in linea con le politiche e le linee guida europee e internazionali, partendo dalla valutazione delle esigenze delle imprese e delle possibili fonti di approvvigionamento, individuando i colli di bottiglia attraverso stress test e possibili soluzioni per garantire un’economia sostenibile e resiliente, considerando anche eventuali scorte strategiche nel nostro Paese.
A seguito dell’entrata in vigore dell’regolamento europeo sulle materie prime critiche, l’Italia ha recepito la normativa a livello nazionale.
È già stata effettuata una revisione e un aggiornamento della legislazione mineraria e in Italia è stato definito un nuovo quadro normativo.
L’Italia sta rafforzando il suo ruolo nelle filiere europee delle materie prime critiche con sette nuovi progetti nell’ambito del regolamento europeo CRMA, sei di riciclo e uno di processing, approvati dal Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica ad aprile 2026. Le iniziative sono al vaglio della Commissione europea.
Questi progetti si aggiungono ai quattro già riconosciuti come strategici a livello europeo, tutti nel settore del riciclo. Uno di questi è stato appena autorizzato dal mio Ministero: il progetto recupererà terre rare da magneti permanenti provenienti da rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
Tutte queste iniziative confermano l’orientamento italiano verso la “chiusura dei cicli” e l’uso efficiente delle risorse.
Sottolineo che abbiamo introdotto diverse risorse economiche per supportare la catena del valore dei minerali critici, dalla ricerca di base allo sviluppo industriale di progetti.
Abbiamo finanziato un nuovo Programma nazionale di esplorazione è stato approvato a livello politico nel giugno 2025, sia per le materie prime primarie che secondarie, riconoscendo anche l’importanza degli scarti minerari e dei rifiuti urbani.
Il Fondo nazionale Made in Italy è stato istituito a seguito della nuova legge mineraria italiana, con un importo totale di 1 miliardo di euro; investirà direttamente e indirettamente nelle filiere strategiche nazionali delle CRM.L’Italia ha inoltre fornito 50 milioni di euro dal Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza a sostegno di attività legate all’approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro di materie prime critiche, anche realizzando dei laboratori per l’economia circolare e l’eco-design.
A livello internazionale, nell’ambito dell’iniziativa Mission Innovation, l’Italia ha stanziato un totale di 21 milioni di euro per progetti e accelerare l’innovazione nelle tecnologie pulite legate all’estrazione, trasformazione e al riciclo. Si tratta di 20 progetti su ricerca sviluppo e innovazione tecnologica approvati che accederanno ad un finanziamento pari al 50% dell’investimento totale;
L’Italia ha finanziato uno studio per mappare le catene del valore delle materie prime critiche in Africa collegate alle infrastrutture portuali connesse ai corridoi strategici, con particolare attenzione al Corridoio di Lobito, in linea con il Piano Mattei lanciato dal Governo Meloni.
L’Italia sta lavorando alla costruzione di un Hub di stoccaggio a livello europeo e sono in fase di individuazione i siti più idonei, attualmente identificati nel nord-est dell’Italia, in prossimità di strutture portuali.
Ma, un aspetto strategico che voglio condividere con voi è quello delle partnership e della cooperazione internazionale: un pilastro fondamentale per il rafforzamento delle catene del valore dal quale nessun paese può prescindere.
Le partnership strategiche sono un elemento chiave della nostra strategia, anche in linea con il CRMA per diversificare le nostre fonti di approvvigionamento. L’obiettivo è costruire collaborazioni per individuare progetti di estrazione, raffinazione e riciclo reciprocamente vantaggiosi per tutte le parti, senza mai tralasciate l’importanza della sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Tale aspetto è stato sottolineato dall’Italia anche durante la Presidenza italiana del G7, valorizzato anche dai nostri colleghi di Canada e Francia.
Gli standard ambientali guidano le nostre azioni e le nostre scelte, e rappresentano i criteri fondamentali con cui selezionare le progettualità strategiche.
È questo l’approccio che utilizziamo e che condividiamo e promuoviamo anche nei contesti multilaterali, come quello di oggi, che rappresentano un momento particolarmente efficace di creazione di connessioni e condivisione di idee e progetti;
L’Italia considera tali contesti essenziali per garantire un “accesso diversificato e basato su standard” ai minerali critici, supportando la transizione energetica e la competitività industriale dei nostri Paesi.
Come Paesi, dobbiamo lavorare sulla creazione di mercati stabili e più prevedibili, per poter sostenere le interruzioni delle forniture in maniera efficace per garantire la continuità delle nostre produzioni nazionali.
E sono certo che condividete l’importanza del supporto reciproco per poter raggiungere gli obiettivi comuni.
Confidiamo nell’approccio condiviso di rafforzare a livello bilaterale e multilaterale la nostra cooperazione
I nostri Paesi possono lavorare insieme in questo settore in maniera complementare e sinergica, per il rafforzamento delle diverse fasi della catena del valore e per raggiungere l’obiettivo più grande della sicurezza delle nostre economie.
Vi ringrazio ed auguro a tutti un eccellente lavoro