Presidente,
L’Italia si allinea appieno con la dichiarazione espressa dall’Unione Europea e intende aggiungere delle considerazioni in veste nazionale.
L’Italia esprime profonda preoccupazione per il recente veto della Russia al Consiglio di Sicurezza, che ha bloccato il rinnovo annuale del mandato del Gruppo di Esperti a sostegno del Comitato per le Sanzioni della RPDC 1718.
Questo veto costituisce un deliberato tentativo di sopprimere e mettere a tacere le indagini indipendenti e obiettive condotte dal Gruppo. Per oltre un decennio, questo Gruppo è stato sinonimo di affidabilità, fornendo analisi meticolose, valutazioni basate sui fatti e raccomandazioni preziose che hanno assicurato l’effettiva attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza contro le attività di proliferazione nucleare della RPDC.
Gli instancabili sforzi del Gruppo negli ultimi 15 anni sono stati determinanti nell’assistere gli Stati membri nell’adempimento dei loro obblighi ai sensi delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che affrontano la persistente e illegale ricerca di armi di distruzione di massa da parte della RPDC. Il recente veto della Russia mina le basi stesse di questi sforzi, destabilizzando a sua volta non solo il regime globale di non proliferazione ma il sistema delle Nazioni Unite nella sua interezza. Inoltre, il veto della Russia ostacolerà in modo significativo l’attuazione delle sanzioni delle Nazioni Unite contro la RPDC.
Il veto alle iniziative volte a far luce sulle violazioni del diritto internazionale impedisce il progresso verso la pace e la sicurezza internazionali e costituisce un altro pericoloso precedente in cui le nazioni vengono sollevate dalla responsabilità delle proprie azioni. Questo veto è un duro promemoria delle attuali e pericolose sfide che continuiamo ad affrontare nel sostenere i principi della Carta delle Nazioni Unite e lo stato di diritto sulla scena internazionale.
Contrariamente alla giustificazione del veto avanzata dalla Russia, la responsabilità dell’aggravamento della crisi umanitaria nella RPDC non è una conseguenza delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Alla luce dell’esenzione umanitaria stabilita dal Comitato delle Sanzioni 1718, la comunità internazionale è pronta – ed è sempre stata pronta – a fornire assistenza umanitaria per alleviare le sofferenze del popolo nordcoreano. Affrontare la situazione umanitaria deve rimanere un obiettivo fondamentale per raggiungere la pace e la sicurezza internazionali.
Presidente,
L’Italia sottolinea l’urgenza della cessazione completa, accertabile e irreversibile da parte della RPDC dei suoi programmi sulle armi di distruzione di massa e sui missili balistici, nel rigoroso rispetto delle relative risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Pertanto, invitiamo il Consiglio di Sicurezza a riconsiderare la sua posizione e ad estendere il mandato del Gruppo di Esperti della RPDC.
Nonostante il veto, il regime di sanzioni delle Nazioni Unite contro la RPDC resterà in vigore, così come il Comitato 1718 responsabile della sua attuazione: l’Italia ribadisce il suo costante impegno a lavorare in collaborazione con tutte le parti interessate per garantire la piena attuazione delle sanzioni, affrontando le azioni illegali e destabilizzanti della RPDC, e a garantire la pace e la sicurezza nell’Asia nordorientale e non solo.
Grazie, Presidente.