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NOTA STAMPA: ADOTTATA ALLE NAZIONI UNITE LA RISOLUZIONE SUGLI AIUTI UMANITARI COORDINATA DALL’ITALIA.

maeci rappresentanza permanente italia v it
maeci rappresentanza permanente italia v it

New York, 23 giugno 2023. Si e’ conclusa oggi a Ginevra la tre giorni di riunioni di alto livello del Segmento Umanitario ECOSOC, fra i principali momenti del dibattito ONU sull’assistenza umanitaria. I lavori presieduti dall’ Rappresentante Permanente Amb. Maurizio Massari si sono chiusi con l’adozione di un’importante Risoluzione che ha visto l’Italia quale capofila dei negoziati insieme con il Kenya, volta a migliorare il coordinamento e l’efficacia dell’assistenza umanitaria ONU nel mondo e dei suoi aiuti salva-vita per popolazioni prostrate da conflitti, carestie, disastri naturali. Un notevole risultato e’ stata l’adozione del testo per consensus, ovvero senza un voto, nonostante le divergenze di posizioni fra alcuni Stati Membri.

La risoluzione ribadisce l’importanza del diritto internazionale umanitario, grazie all’aggiunta di un linguaggio progressivo sul divieto di attacchi contro oggetti indispensabili per la sopravvivenza della popolazione civile, sulla protezione delle infrastrutture civili e sul funzionamento dei sistemi e dei mercati agroalimentari in situazioni di conflitto armato: “purtroppo la guerra in Ucraina ci ha mostrato quanto siano urgenti questi temi”, ha rimarcato Massari. Per la prima volta viene poi sottolineato il legame tra insicurezza alimentare e sfollamento. Tale focus riservato quest’anno al tema della sicurezza alimentare, e’ stato un risultato dell’azione e dell’impulso dato dall’Italia, anche in vista dell’importante Vertice ONU sui Sistemi Alimentari che ospitera’ a Roma dal 24 al 26 luglio.

Il testo si sofferma anche sull’importanza che le organizzazioni umanitarie intensifichino i loro sforzi per prepararsi, affrontare e ridurre le conseguenze umanitarie dei cambiamenti climatici e dei rischi ambientali e che accolgano l’iniziativa Early Warning for All, lanciata durante la COP27 tenutasi a Sharm El Sheikh: “Dobbiamo attuarla entro il 2027”, ha sottolineato l’Ambasciatore.

Secondo le Nazioni Unite, l’anno 2023 segna un nuovo record nel numero di persone nel mondo bisognose di assistenza umanitaria: 360 milioni, in crescita di oltre il 6% sul 2022. “I bisogni eccedono di molto le risorse disponibili”, ha evidenziato Martin Griffith, Sottosegretario ONU e coordinatore degli Affari Umanitari e Aiuti di Emergenza. “Il nostro approccio deve incentrarsi sulle persone, incluse quelle piu’ colpite, come le donne e i bambini. Gli operatori umanitari dovrebbero avere un accesso libero e senza ostacoli alle zone dove sono convogliati gli aiuti, e invece continuano troppo spesso a essere attaccati, feriti, o a morire sul campo. Lo status quo non e’ un opzione per il futuro”.

“Stiamo affrontando la più grande crisi alimentare globale della storia moderna e lo spettro della carestia incombe per milioni di persone, mentre centinaia di migliaia vivono in condizioni di pericolo di vita. E questa sfida non puo’ essere vinta solo attraverso gli aiuti umanitari: e’ necessario un approccio olistico, con soluzioni politiche, di adattamento e mitigazione del clima – soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura e i mezzi di sussistenza sostenibili e resilienti al clima”. Al proposito e’ stata evidenziata la necessità di finanziamenti flessibili e urgenti per l’azione preventiva: iniziare una risposta umanitaria prima che si verifichi uno shock prevedibile è più veloce, più dignitoso, più efficiente in termini di costi e di vite che possono essere salvate.

Per affrontare la sfida climatica, e’ necessario aumentare gli investimenti nella riduzione del rischio di catastrofi e nell’adattamento al clima, nelle comunità e nei Paesi più vulnerabili ed esposti: “Gli sfollamenti e le migrazioni legate al clima sono in aumento e destinate a peggiorare se non correggiamo la rotta”, ha rimarcato l’Ambasciatore.

Al centro del dibattito, l’unanime giudizio che “le donne e le ragazze debbano essere considerate prioritarie e al centro delle nostre strategie, della nostra valutazione del rischio e delle nostre risposte programmatiche. Devono essere presenti al tavolo decisionale per la progettazione di soluzioni umanitarie e di sviluppo. Dobbiamo anche garantire che i finanziamenti raggiungano le ONG e le organizzazioni femminili che spesso sono in prima linea nella risposta. Spero che la risoluzione del prossimo anno sia più coraggiosa in questa direzione”, nelle parole di Massari.

Per colmare il divario di finanziamenti, sara’ essenziale proseguire nel sostegno al Fondo Emergenze ONU (CERF – Central Emergency Response Fund), operativo in oltre 40 Paesi del mondo con aiuti salvavita per milioni di persone bisognose di assistenza (di cui l’Italia e’ stata per la prima volta fra i primi dieci donatori annuali nel 2021 e 2022).

I lavori si sono chiusi con un tributo speciale e un applauso alla comunità umanitaria, che lavora nelle circostanze più difficili in tutto il mondo e mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri.